Scale e barriere ovunque Castello inaccessibile ai disabili in carrozzella

MILANO. Per visitare la Pietà Rondanini, chi si sposta in carrozzina dovrebbe scendere una scalinata. Castello Sforzesco di MilanoL’alternativa è percorrere lunghi corridoi e rampe in salita, raggiungendo l’opera dal basso. Un percorso non segnalato e tanto tortuoso da essere sconsigliato dalle stesse guardie museali. Per vedere l’esposizione di antichi strumenti musicali al primo piano, le scelte sono tra tre rampe di scale o un ascensore spesso chiuso, la cui pulsantiera è a un’altezza irraggiungibile per chi ha una disabilità motoria. Ma sono ipotesi solo teoriche, visto che una carrozzina che tenti di addentrarsi al Castello Sforzesco — il secondo monumento più visitato della città dopo il Duomo — alle sale di esposizione non arriva nemmeno. Davanti alla biglietteria c’è un gradino alto 14 centimetri e i guai cominciano già fuori dalle mura. Come nel quattordicesimo secolo i fossati avrebbero dovuto tenere lontani i nemici, dodici anni dopo il 2000 i marciapiedi alti una spanna separano i posteggi riservati (pochi e mal segnalati) dall’ingresso, tenendo lontane le persone con disabilità.
A dare l’allarme sull’inaccessibilità del Castello è Franco Bomprezzi, portavoce della rete di associazioni Ledha, di recente coinvolto dal Comune nello studio di politiche per la disabilità. In una lettera a Stefano Boeri, assessore comunale alla Cultura, Bomprezzi racconta la sua esperienza di «turista e normale cittadino» in visita. Il tono è amichevole, la conclusione amara: «Ciò che ho visto supera ogni peggiore previsione e mi fatto male — scrive Bomprezzi a Boeri — lo trovo inaccettabile e non oso pensare cosa potrà succedere nei mesi di Expo». Immaginando «un parallelo con piazza castello a Torino», Bomprezzi taglia corto: «Viene da piangere, il confronto è vergognoso». Boeri ha risposto, assicurando interventi rapidi. E gli uffici comunali ammettono il problema: «Le osservazioni sono decisamente sconfortanti e ci pongono di fronte a responsabilità da cui non intendiamo sottrarci», scrivono i tecnici.
Il racconto delle difficoltà incontrate da una persona con disabilità è drammatico. Oltre alle troppe scale impossibili da evitare, si denuncia il fatto che il bagno riservato sia stato trovato chiuso, che non esista una segnaletica ad hoc per indicare i percorsi accessibili alle carrozzine (quando ci sono) e che le iscrizioni che indicano nome e dettaglio delle opere siano poste in posizioni tali da essere illeggibili o siano comunque scritte con caratteri troppo piccoli. Il Comune risponde punto per punto, facendo annunci. Per quanto riguarda la segnaletica inesistente, «provvederemo in tempi brevi». Sulle barriere architettoniche, «è
in corso uno studio di fattibilità». I bagni, non solo quello per disabili, «saranno interessati da un adeguamento».
Un aggiornamento delle strutture del Castello Sforzesco che consenta pieno accesso alle persone con disabilità era stato immaginato già negli anni Novanta, sotto la prima giunta Albertini. Proclami in questo senso furono fatti dal Comune anche sotto la guida di Letizia Moratti e nemmeno la giunta Pisapia nei suo primo anno ha affrontato in modo efficace il problema. In vista di Expo, l’amministrazione si è posta una serie di obiettivi da raggiungere da qui al 2015, fra cui quelli riguardanti «accessibilità, mobilità, trasporti per disabili motori». Ma l’auspicio di Ledha è che non si debba attendere tre anni la soluzione di problemi segnalati da decenni. «Che il Castello per i disabili sia un incubo lo diciamo da sempre — dice Andrea Ogunbisi, presidente del Centro guide turistiche di Milano — è vergognoso che a chi è in carrozzina sia chiesto di pagare il prezzo di ingresso per l’accesso a una struttura in cui non riesce a muoversi».

di Franco Vanni

Da La Repubblica del 13/8/2012

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One thought on “Scale e barriere ovunque Castello inaccessibile ai disabili in carrozzella

  1. E come non bastasse, ora si vuole scimmiottare Venezia buttando all’aria la città per riesumare i navigli dopo 60 anni, con grande gioia di sedie a rotelle e bastoni su e giù per i ponti. Se volgiono una città d’acqua, la facciano tra le risaie della Lomellina

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