Ascensore rotto da un mese Rally per la studentessa disabile

EMPOLI. Dalla sua sedia a rotelle Vanessa guarda la salita ripida che deve percorrere per arrivare a scuola. Quaranta metri che, con la pioggia e il vento, sembrano non finire mai. La madre, Lara, appoggia lo zaino sulla spalliera, apre l’ombrello, lo porge a Vanessa per non farla bagnare e inizia a spingere la carrozzina camminando, con difficoltà, schivando la folla di studenti e le pozzanghere. Un percorso a ostacoli che Vanessa, studentessa diciottenne dell’Isis Pontormo di Empoli, è costretta a percorrere ogni mattina all’entrata e all’uscita da scuola a causa dell’ascensore dell’istituto rotto da oltre un mese.
«E’ tutto un casino – si sfoga Vanessa, all’ultimo anno del liceo sociopsicopedagogico – è tutto un casino fin dall’11 settembre scorso, il primo giorno di scuola. Quando siamo arrivati nell’ascensore era guasta soltanto la luce ma, all’uscita, si era bloccato e non è mai più ripartito». Trentaquattro giorni senza un servizio essenziale per Vanessa, che le permetteva di raggiungere l’ingresso dell’istituto, posto in una zona sopraelevata, senza fare la lunga salita pedonale che porta dal parcheggio all’entrata della scuola. «Un percorso a ostacoli fatto di pozzanghere, mattonelle dissestate e pericolose, barriere architettoniche che rendono tutto più difficile», dice Lara Lotti, la madre di Vanessa che accompagna ogni giorno la figlia a scuola. Sui social network gli amici l’hanno già ribattezzata “mamma-coraggio” perché è fin dal primo giorno di scuola che si
batte per velocizzare la riparazione del guasto. «Ritardi che non sono da incolpare alla scuola – dice Lara – con il dirigente scolastico abbiamo richiesto più volte di intervenire, ma ancora nulla è stato risolto».
«Ho subito inviato la richiesta di riparazione e le opportune sollecitazioni alla Provincia di Firenze – spiega Salvatore Silvano, dirigente del Pontormo – hanno mandato dei tecnici per vedere cosa si fosse rotto ma ancora non è stata spedita, dall’azienda, la scheda da sostituire».
«E’ un vero e proprio calvario spiega Lara Lotti, che vive a Lamporecchio – soprattutto ora che è sono iniziate le piogge diventa davvero difficile». La corsa, al posto nel parcheggio («non sempre trovo libero quello riservato ai disabili », dice), poi la salita «sconnessa e abbastanza ripida», infine un gradino dopo un ponticello con una griglia e l’ingresso nel piazzale. «E qui molte delle mattonelle sono sporgenti – dice Lara – con spigoli alzati o che galleggiano sull’acqua quando piove». «Con lo zaino pieno spingere la sedia a rotelle diventa ancora più pesante – continua Vanessa – e con il vento contro anche non bagnarsi è impossibile». E, al ritorno, in discesa, il percorso non migliora: «Mentre mia madre spinge la carrozzina – dice Vanessa – io devo tenere le mani sui freni per non scivolare».
Un’odissea giornaliera che rischia di influire anche sul rendimento scolastico della ragazza. «Sono arrabbiata – dice la studentessa – stanno creando barriere architettoniche dove non ci dovrebbero essere e mi creano ulteriori problemi e stress quando invece potrebbero benissimo evitarlo».

di Gerardo Adinolfi

da La Repubblica del 15-10-2013

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