Toto’ e lo scivolo mobile. “L’ho inventato per andare ovunque”

SCIACCA. Ha cinquantotto anni, da quaranta è su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale. La sua vita è stata fino ad oggi una continua lotta per abbattere le barriere architettoniche nella sua città e nel territorio. Nella “bacheca” tanti successi, ma anche tante delusioni. Tra gioie e fisiologiche frustrazioni, Totò Allegro ha trovato una soluzione ai problemi di ogni giorno. Si è fatto costruire uno “scivolo mobile”, un oggetto facile da trasportare sulla sedia a rotelle e che si può aprire e chiudere agevolmente. In verità è un po’ ingombrante, ma per Allegro non è nulla di fronte alla possibilità di girare tranquillamente in città facendosi beffa dei gradini e dei marciapiedi dove gli scivoli sono ancora un miraggio. «Me lo porto sempre dietro – ci dice – lo ha realizzato un mio amico falegname su mia precisa indicazione. E’ comodissimo, non posso più farne a meno. Si monta e smonta in pochi secondi. Sarei più contento se nella mia città non ci fossero barriere, ma va bene così, di battaglie ne abbiamo vinte tante, però c’è ancora molto da fare».
Ha ragione Totò. Dopo l’incidente che a diciotto anni lo ha privato dell’uso delle gambe sembrava che la sua vita fosse finita. Ma si è risollevato dallo scoramento. E’ diventato un simbolo dei diversamente abili di Sciacca e provincia e nel 1996 si è pure tuffato nell’agone politico, eletto con quasi 2 mila voti nel consiglio provinciale. Nei quattro anni di attività istituzionale, Totò Allegro è riuscito a fare realizzare opere che mai erano state fatte: interventi di abbattimento di barriere architettoniche in tutte le scuole della provincia di Agrigento. In consiglio sedeva accanto ad Angelino Alfano, che poi spiccò il volo con la successiva elezione all’Ars: «Mi davano tra i candidati alla Regione insieme ad Alfano e Cimino, eravamo nello stesso partito – dice ora Allegro – poi non se ne fece nulla». Oggi è tornato a incalzare la politica e le istituzioni. E lo fa girando con il suo… scivolo mobile: «L’assessore comunale alle politiche sociali è una cara amica – continua – conosce i problemi dei diversamente abili, si impegna, ma ci sono poche risorse. Nei giorni scorsi hanno fatto una riunione su mia iniziativa, ma stanno cominciando a lavorare dalla periferia, io ritengo che ci sia tanto da fare in centro storico. Ma il problema vale anche per altre città, il mio scivolo in legno lo porto anche in altri posti e lo suo spesso».
Sorride Totò, dice di non disdegnare un suo ritorno in politica: «Standoci dentro si conta di più – ci dice con tono allegro – ma rischio di mettere paura a tanti amici». Qualche anno fa si è incatenato tra le colonne del palazzo municipale di Sciacca. Lui è impiegato comunale, ma era costretto a non poter salire al primo e al secondo piano dell’edificio perché non c’era l’ascensore. Dopo anni di battaglia ha convinto le autorità locali a realizzarlo. E non si ferma. Lo segue come un’ombra Mimmo Caracappa, un non vedente 65enne che è “agganciato” alla sedia a rotelle: «Io sono i suoi occhi, lui è le mie gambe, ci divertiamo un mondo e non abbiamo paura di nessuno». Lo lasciamo tentando di aiutarlo e scendere dalla carrozzina ed a salire in macchina, ma ci dice di lasciare stare. Ci pensa Mimmo…

di Giuseppe Recca

da La Sicilia del 19-10-2013

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