Ostacoli a scuola “Mio figlio disabile aspetta la pedana”

VICENZA. uole non dovrebbero essere senza barriere architettoniche? Se c´è un bambino che si ammala di distrofia muscolare e all´ingresso ci sono tre scalini: che cosa accade? Senza dimenticare che quando si denuncia la situazione si trovano un sacco di risposte: ma di fatto senza alcuna soluzione reale e fattiva».
Domande legittime, lecite soprattutto, quando si parla di una scuola pubblica: la media “A. Da Porto”, in piazza Marconi e a porre i quesiti è la mamma di un ragazzino di 13 anni che frequenta la seconda.
«Sono bosniaca, vivo a Vicenza da 19 anni ho tre figli e uno di loro si è ammalato. I primi sintomi cinque anni fa quando ci siamo accorti che faceva fatica a salire le scale, poi sono iniziate le visite e, infine, la diagnosi, quella più dura da sopportare: distrofia muscolare. Per un certo periodo mio figlio è stato abbastanza bene, si muoveva autonomamente, poi da giugno siamo dovuti ricorrere alla sedia a rotelle perchè non ce la fa più a camminare».
Ienema Jovanovic, ha 39 anni, due occhi profondi, non lascia il ragazzo nemmeno per un attimo e con lei ci sono anche gli altri due figli. «A settembre ho messo al corrente la scuola delle nuove esigenze: di fatto serviva una pedana affinché mio figlio potesse entrare senza che, ogni mattina, fosse sollevato dalle bidelle, da mio marito o da qualche altro genitore volenteroso che incrociamo sul nostro cammino». Se questa è la denuncia, la scuola si è rimboccata la maniche, sono stati informati gli uffici comunali dai quali i comprensivi cittadini dipendono.
«All´inizio – prosegue la madre – ci hanno detto che la scuola “Da Porto” era un edificio storico pertanto era necessario chiedere il permesso alla soprintendenza dei Beni Artistici per poter intervenire con qualunque cambiamento all´esterno. Poi – aggiunge ancora la mamma – mi avevano fatto la proposta di far entrare mio figlio in classe attraverso un cancello, sempre chiuso, da contrà S. Marco. Ne avrebbero fatto asfaltare un pezzo così non ci sarebbero stati problemi con la carrozzina».
Però la signora Jovanovic si è opposta: «Perché mio figlio sarebbe dovuto entrare da un´altra porta? Che senso hanno queste divisioni? Non è un appestato e, soprattutto, non credo sia l´unico bambino che prima o poi andrà a sbattere contro le barriere archiettoniche di una scuola che ancora esistono. Per quanto mi riguarda lo avrei spostato, ma me l´hanno sconsigliato: alla “Da Porto” ha tutti i suoi amici. Malgrado la sua situazione fisica, continua ad essere un bambino vivace, sorridente. Già il suo banco è differente perché con la carrozzella quelli normali non si adattano per cui l´ hanno sistemato con un altro piano d´appoggio simile ad un tavolo da cucina, ha un operatore per sei ore la settimana e devo dire che le bidelle sono fantastiche, però i problemi restano». Ma sono anche in via di soluzione. «L´ufficio tecnico del Comune – spiega il reggente del Comprensivo 5, Antonio Fortuna – ci ha scritto una lettera nella quale si spiega che potrà essere posizionata una rampa mobile, ma non conosciamo i tempi».

di Chiara Roverotto

da Il Giornale di Vicenza del 29-10-2013

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