La nuova sfida di Zanardi

NEW YORK. Una nuova sfida per Alex Zanardi. Tra i 1800 italiani che oggi prenderanno parte alla Maratona di New York (superblindata dopo le tensioni di Los Angeles), molto attesa dopo il clamoroso rinvio dello scorso anno a causa dell’Uragano Sandy ma al tempo stesso ritenuta «di transizione» visto il drastico calo delle iscrizioni soprattutto dall’estero (gli italiani dovrebbero essere la metà del 2011), ci sarà infatti l’ex pilota di Formula 1. Bolognese di nascita ma ormai padovano d’adozione, visto che da anni risiede a Noventa Padovana (è sposato con Daniela e padre di Niccolò), non è la prima volta che percorre gli oltre 42km più famosi del mondo che partono dal Ponte Giovanni Da Verrazzano: nel 2007 la sua prima partecipazione (4. posto); nel 2011 la vittoria – con record – nella handbike. Al tempo stesso per il fresco 47enne (nato a Castelmaggiore il 23 ottobre 1966), che da 12 anni non ha più le gambe (un terribile incidente gli costò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori) ma da allora, sempre con il sorriso sulle labbra, non rinuncia più a nessun sogno di uomo e di atleta, è comunque una «prima volta». «Dalla mia prima maratona a New York sono cambiate tante cose – rivela -, sono riuscito addirittura a diventare campione para-olimpico, sia nella gara a cronometro sia in quella in linea e a ripetermi, questa stagione, con il campionato del mondo. È una cosa bellissima, ma francamente perdi un po’ il sapore del debutto, la notte insonne prima delle gare». Questa volta, così, torna nella Grande Mela alla guida di una carrozzina olimpica. «Si tratta di una nuova sfida – spiega – Certamente sarò molto nervoso, perché quando affronti un percorso sportivo con grande passione, ci tieni tantissimo ed è lo stesso desiderio di far bene che ti mette un po’ di ansia. Per fortuna negli Stati Uniti torna l’ora solare così ci sarà un’ora in più per cercare di dormire». La sua emozione da debuttante è probabilmente motivata dal fatto che la carrozzina, rispetto alla handbike – che è una bicicletta e può quindi andare molto forte – richiede molta più fatica. «È una disciplina dell’atletica para-olimpica con una lunga tradizione, – osserva Zanardi – ma io la scopro in questa occasione. Che Dio me la mandi buona!».
Sicuramente, epigono della competizione (intesa nel trovare soluzioni tecniche che possano permettere alle sue abilità residue di ottenere il migliore risultato) cui lega anche il suo ormai popolare volto «televisivo», presentando con passione e bravura la trasmissione di divulgazione sportiva «Sfide» su Rai3, Alex Zanardi non avrà lasciato nulla di intentato e si sarà senza dubbio preparato a puntino per il nuovo «debutto». I suoi allenamenti, tra l’altro, proprio vicino a casa: «Vivo in un paese vicino a Padova e lì riesco a spostarmi bene – spiegò nell’estate 2012 a una rivista specialistica sulla disabilità -. Se devo fare degli allenamenti in pianura posso anche partire dal garage di casa. Ultimamente ho preso l’abitudine di allenarmi in una località dei Colli Euganei: faccio un circuito relativamente pianeggiante. Se devo fare all’interno dell’allenamento dei lavori di salita, basta che giro a sinistra invece che a destra e di colpo ho quel quarto d’ora abbastanza severo di salita che mi permette il giusto allenamento».

da Il Gazzettino del 03-11-2013

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