Un “contro-mono-logo” che cancella le etichette

Teatro. David Anzalone sul palco del Giacosa di Aosta con il suo “Targato H” L’attore biellese vive la disabilità e la porta in scena con l’arma dell’ironia
«Ma perché un handicappato si mette a fare il comico? E che ne so io? Perché lo chiedete a me?». Inizia così, David Anzalone, quando sale sul palco. Il suo «Targato H» (regia e musiche di Alessandro Castriota), in scena alle 21 al Giacosa di Aosta con ingresso libero, porta il nome di Contro-mono-logo: un monologo al contrario, quindi, ma soprattutto un discorso che combatte la parola singola, l’etichetta, quella che semplifica la complessità e che, quando si parla di disabilità, resta in superficie. L’appuntamento è voluto da Missione Sorriso, l’associazione valdostana di clown-dottori che inserisce un evento aperto al pubblico nel proprio (lungo) cammino di formazione. Ad andare in scena è un attore biellese che vive la disabilità e ha scelto di portarla sul palcoscenico con l’arma inarrestabile dell’ironia.

«Un contro-mono-logo – si legge nella presentazione dello spettacolo – rifiuta ogni strumento di omologazione e di qualsiasi pretesa di “targare” il diverso. All’interno del monologo teatrale, oltre al tema centrale, si può trovare molto altro: nascita, amore, ricerca delle proprie origini, affermazione della propria dignità. Targato H è la rappresentazione della consapevolezza di chi guarda in faccia alla realtà, la chiama con il proprio nome e per questo ne esce vincente, contro quella cultura caritatevole che genera il pregiudizio».

L’evento è inserito nel percorso formativo che 25 persone stanno seguendo per diventare clown-dottori o per perfezionare le proprie capacità: il cammino per vestire il naso rosso in corsia dura anni, proprio per permettere a chi porta il sorriso in ospedale di agire con leggerezza e intensità.

«Quando operiamo – spiega Stefania Perego, presidente dell’associazione – ci troviamo spesso a contatto con diverse patologie, o con forme di disabilità differenti: da qui nasce il nostro bisogno di sentirci all’altezza, di conoscere il contesto in cui ci inseriamo. Poi, in ogni caso, instauriamo un rapporto personale che costruiamo con il singolo paziente: avere una conoscenza medica di base ci serve ad avere una strategia in più. E’ per questo che affianchiamo la formazione dedicata specificamente all’attività di clown a momenti più teorici, per poter poi essere in grado di intervenire in strutture che si occupano di aspetti come la disabilità».

Il gruppo ha una settantina di soci: tra questi ci sono 15 clown-dottori operativi e 16 in formazione, segno di una realtà che si sta rinnovando e che porta regolarmente i propri colori nell’ospedale «Parini» di Aosta.

«Questo spettacolo – continua Stefania Perego – è il nostro modo di ringraziare la popolazione per il sostegno che ci dà, anche con il 5 per mille, e condividere il nostro percorso. Abbiamo la fortuna di essere accompagnati dalle persone, nel nostro lavoro, e raramente abbiamo bisogno di attivarci in maniera capillare per una raccolta fondi: credo sia anche perché i risultati che raggiungiamo siano trasparenti. Un appuntamento come questo ci permette quindi di ribaltare la prospettiva: vedere David sul palco è stupefacente, la sua energia insegna che non bisogna concentrarsi sui propri problemi, ma guardare alle opportunità. Alla possibilità di fare».

da La Stampa del 09-11-2013

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