Ponte di Calatrava, la prima corsa dell’ovovia

Viaggi solo per disabili e donne in gravidanza. Per salirci bisognerà citofonare: più di 7 minuti per attraversare il ponte.

VENEZIA. Di sicuro non ci sarà la targa ricordo per la prima persona che attraverserà il ponte della Costituzione a bordo dell’ovovia, visto che il Comune ha pensato bene di far calare il silenzio sull’avvio delle corse. L’ovetto sarà pronto a portare da una parte all’altra del Canal Grande disabili, donne incinta e persone con ridotta capacità motoria. Basterà citofonare ai piedi del ponte dove è posizionata l’ovovia e aspettare la risposta del personale di Avm che attiverà il servizio, aprendo la porta e mettendo in moto il dispositivo. Nessuno lo sa (la giunta ha deciso che dovrà occuparsi della comunicazione Avm), ma dopo almeno cinque anni di attesa, errori, ritardi, aumento dei costi, Ca’ Farsetti ha deciso di far passare tutto sottotraccia, come se quell’ovetto funzionasse da tempo.

L’assessore ai Lavori pubblici di oggi Alessandro Maggioni, come quello di ieri Mara Rumiz che—spinta dall’allora sindaco Massimo Cacciari — aprì il ponte sfidando la cabala la sera dell’11 settembre 2008 senza nessuna inaugurazione e taglio del nastro. Del resto c’è poco da festeggiare: da qualsiasi parte la si guardi, la sua storia è piena di errori ed inghippi. A partire dal costo, se all’inizio l’ovovia doveva costare un milione adesso il conto è arrivato a raddoppiare. Per non parlare delle leggerezze di progettazione che hanno portato i tecnici a dover intervenire in corsa: dalle porte troppo strette che non rispettavano la larghezza minima della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche, all’alta temperatura registrata all’interno d’estate, che arrivava anche a settanta gradi. Sono passati quasi nove mesi da quel 23 febbraio in cui l’ovetto avrebbe dovuto cominciare ad andare dalla stazione a piazzale Roma, ed invece è stato fermato in fretta e furia per non incorrere a soste improvvise e inaspettate. Nel frattempo sono stati limati i difetti, inserite nuove ruote che grazie ad una sorta di cuscinetto, fanno vibrare meno il ponte della Costituzione. Nelle prove delle ultime settimane l’ovovia non si è mai fermata convincendo i tecnici ad aprirla al pubblico.

Il giorno è finalmente arrivato, e l’undici ritorna ancora nella storia del ponte: 11 novembre 2013 come 11 settembre 2008. La scorsa settimana la giunta ha approvato il contratto di servizio con Avm e integrato il disciplinare tecnico, perché sarà il personale che oggi segue il people mover a doversi fare carico dell’assistenza e del funzionamento dell’ovovia. Non a caso funzionerà part time: dalle 8 alle 22 durante la settimana, dalle 9.30 alle 20 nei giorni festivi. Per andare da una parte all’altra del ponte ci vorranno poco più di sette minuti, a cui dovranno essere aggiunte le attese dalla citofonata. Se ad esempio l’ovetto si trovasse nella riva opposta bisognerà armarsi di pazienza. La portata massima è di 280 chilogrammi, quindi i disabili con carrozzina elettrica di fatto dovranno fare il viaggio da soli, gli altri potranno avere con sé anche l’accompagnatore. Le batterie riescono a garantire una cinquantina di corse, non a caso Ca’ Farsetti ha ristretto le categorie delle persone che possono usufruire del passaggio. D’accordo, si ricaricheranno anche durante le soste, ma solo dal lato stazione. Durante i primi sei mesi di esercizio la manutenzione sarà interamente a carico di Ca’ Farsetti che ha già stimato un importo complessivo di 50 mila euro. Il costo a regime lo si conoscerà solo con il funzionamento. Non resta che attendere il primo passeggero.

da Corriere del Veneto del 11-11-2013

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