Ore 14.30, primi passeggeri. L’ovovia parte con i bimbi. “Errore di Calatrava e idiozia dei disabili”

VENEZIA. Chi soffre di vertigini, cambi strada e continui a prendere il vaporetto per attraversare il Canal Grande. Gli altri si accomodino pure ai piedi del ponte della Costituzione, armati di pazienza. Sette minuti e 45 secondi non sono proprio un fulmine per disabili, mamme, donne incinte o persone con difficoltà motorie (gli unici autorizzati a salirci). Una coppia di turisti però ci ha provato: erano le 14.30 di ieri pomeriggio quando i primi “veri» passeggeri” (prima ci sono stati giornalisti, cameramen e fotografi) hanno suonato il citofono e chiesto di attraversare il ponte a bordo dell’ovetto con il loro bimbo in passeggino. Un’ora dopo l’ha provata anche Giulia Scarpa, con la sua Nina che tutt’altro che interessata all’occasione quasi storica, ha continuato a dormire tranquillamente. «Fare il ponte con il passeggino è faticoso dice la giovane mamma guardandosi attorno tutt’altro che tranquilla Il mio ragazzo mi ha raccomandato di salirci accompagnata, magari ci riproverò quest’estate quando il caldo rende ancora più difficile percorrere il ponte, però chissà quanti gradi ci saranno qui dentro». Nella prima versione ce n’erano quasi settanta, uno dei tanti errori di progettazione commessi che ha portato ad aumentare la spesa e i ritardi. Due cartelli, uno in italiano e uno inglese, sui vetri che proteggono l’ovovia, altrettanti in un pannello di piazzale Roma, ma poteva essere un giorno qualsiasi di prove, per chi non era stato informato dalle anticipazioni di stampa. «Nessuna pubblicità, questo mese serve anche a noi per verificare se l’infrastruttura è utile e funziona oppure no», dice l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni, rimasto bloccato all’interno nove mesi fa durante le prove, che poi hanno portato a sospendere l’apertura prevista il 23 febbraio scorso. Avrebbe dovuto funzionare l’11 settembre 2008 quando il ponte della Costituzione è stato aperto, ma dell’ovovia non c’era nemmeno l’ombra. Doveva costare poco più di 800 mila euro (questo l’importo dei lavori affidati all’impresa Cignoni, con l’aggiunta di altri 250 mila euro a disposizione per imprevisti), alla fine il conto è arrivato a un milione 850 mila. Più la manutenzione naturalmente, che per i primi sei mesi è stata stimata in 50 mila euro tutti a carico del Comune ma la cifra esatta la si conoscerà solo con il suo funzionamento. Ieri c’erano gli operatori di Avm ad occuparsi della gestione, dai prossimi giorni dalle 8 alle 22 durante l’apertura il personale tornerà in ufficio e chi vorrà usare l’ovovia dovrà usare il citofono (che fra l’altro funziona male, ma ci sono le telecamere a trasmettere le immagini) e aspettare che si apra la porta. Poi il passeggero dovrà premere il pulsante contrassegnato dalla parola «avvio», l’ovetto salirà, si posizionerà sulla pedana, attraverserà il Canal Grande, e scenderà dalla parte opposta. La portata massima è di 280 chilogrammi, quindi fatti due conti, un disabile con una carrozzina elettrica dovrà fare il viaggio da solo, gli altri potranno avere anche l’accompagnatore al seguito. Polemiche sparite? Nemmeno per sogno, continuano oggi, come ieri. La Fish Veneto che durante la costruzione del ponte della Costituzione si era battuta per renderlo transitabile a tutti, dice: «Non abbiamo mai riconosciuto l’utilità dell’ovovia, è il ponte che doveva essere progettato in modo diverso, garantendo l’accessibilità a tutti, senza nessun dispositivo esterno dice Flavio Savoldi, dell’Ufficio di presidenza dell’associazione Con i traghetti e i vaporetti ci si muove meglio: come dicono i veneziani “peso el tacòn del buso”. Attacca il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Pietro Bortoluzzi: «In quel rosso ovetto va vista l’allegoria di una fine tragicomica e patetica per quella che fu la Serenissima Repubblica di Venezia, città un tempo nota nel mondo per l’efficienza dei suoi amministratori, oggi invece al massimo degna dell’interesse della procura e della corte dei conti».

di Francesco Bottazzo

VENEZIA. Professor Massimo Cacciari ha aperto l’ovovia di Calatrava. «Bene, ma guardi, è l’ultimo dei miei pensieri, anzi proprio non lo è». Ma è stato uno dei suoi tormenti nei cinque anni in cui è stato sindaco, alla fine ce l’hanno fatta. «E’ una vera cavolata derivante da un errore e da una idiozia. L’errore è del progettista, ma poi non corretto al momento della gara d’appalto dal Comune, di aver fatto un ponte transitabile anche da persone diversamente abili. L’idiozia è imputata invece alle associazioni dei disabili che non hanno voluto in nessun modo accettare la proposta che avevo fatto». Cosa aveva suggerito? «La cosa più normale che ci possa essere: attraversare il Canal Grande in vaporino, naturalmente gratis dalla stazione a piazzale Roma». Ma ha cercato di bloccare l’ovovia? «Era impossibile farlo, mi sono trovato davanti un muro di puro estremismo evidente che non voleva sposare l’idea di sostituire l’esigenza di attraversare il ponte della Costituzione con l’uso del vaporino». Se tornasse indietro si comporterebbe in modo diverso? «Non sono stato mica io a fare l’appalto». (F.B.)

da Corriere del Veneto del 12-11-2013

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