Una carrozzina con i cingoli per superare ogni barriera

Romano Lepore mostra il suo brevetto speciale: una carrozzina con i cingoli in grado di superare qualsiasi dislivello in termini di barriere architettoniche. «Così anche i disabili potranno muoversi finalmente in piena autonomia».

FERMO. Sarà che la sofferenza la conosce, conosce il dolore e la rinascita Romano Lepore. Ha vissuto un anno con la paura di perdere il suo figlioletto bambino, oggi splendido ventenne con la sindrome di down. Sarà per questo che in testa gli vengono spesso idee che hanno lo scopo di cambiare in meglio la vita delle persone, soprattutto di quelle fragili. Il suo brevetto principale, registrato a prezzo di sacrifici in famiglia, è legato all’invenzione di una speciale carrozzina per disabili, in grado di abbattere qualunque barriera architettonica. «Sappiamo che un problema grave delle nostre città racconta Lepore . Sappiamo che le barriere architettoniche ci sono e non ci sono invece le risorse per sanare la situazione. Ecco allora che dobbiamo pensare a degli strumenti che possano garantire ai disabili una vita piena e un’autonomia completa». Lepore ha ideato una carrozzina che sarebbe sistemata, a parità di larghezza e lunghezza, su dei cingoli in grado di scavalcare qualunque ostacolo, dai marciapiedi alle scale, fino ai dislivelli delle strade. «Ho pensato ad un impianto elettrico e idraulico, a dei cingoli articolati mossi da pistoni, con una cappotta, in grado di garantire il movimento dei disabili in ogni ambiente spiega . Ho pensato allo sport, ai luoghi pubblici. Per esempio i palazzi comunali o anche gli aeroporti, le stazioni, potrebbero munirsi di un apparecchio così per consentire lo spostamento di un disabile». I cingoli si aprono e si chiudono a seconda delle esigenze, la seduta della carrozzina può anche diventare una barella, con l’aggiunta di protezioni idonee può essere utilizzata anche in acqua e in zona disastrate, utile dunque per esempio per la Protezione civile. Lepore ha proposta a diverse aziende la realizzazione del prototipo. «Ne ho parlato anche con le scuole tecniche del Fermano, dall’Ipsia al Montani dice . Mi piacerebbe che qualche imprenditore illuminato avesse voglia di approfondire la questione e provare a realizzare il prototipo. Credo che sarebbe un impegno realmente umanitario». Il progetto di Lepore ha avuto il patrocinio dell’Associazione paraplegici Marche, Puglia e della sezione di Siena, tutti i disabili che fanno capo alle associazioni hanno auspicato che si arrivi al più presto alla realizzazione di quella carrozzina. «Ho tante altre idee assicura Lepore legate a questa carrozzina e non solo. Ho pensato alla sicurezza stradale, ho brevettato altri sistemi. Quello che mi sta più a cuore è il percorso per i disabili». (ang.mal.)

da Il Resto del Carlino del 12-11-2013

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