“Adesso vedo attraverso l’arte”

Il racconto di Andrea Bianco, cieco dal 1991 a causa di un incidente: «Lavoro nel giardino di casa».

BOLZANO. «La vita è fatta di marmo e fango», diceva lo scrittore americano Nathaniel Hawthorne. Marmo e fango, due materie apparentemente molto diverse eppure accomunate dalla forza dell’immaginazione dell’artista che le lavora. Lo sa bene Andrea Bianco, creativo bolzanino non vedente che ieri al Centro ciechi di vicolo Bersaglio 36 ha raccontato la sua esperienza di partecipante al primo simposio di scultura per artisti privi della vista tenutosi a Carrara. «Prima di scolpire bisogna creare un bozzetto in argilla curandone tutti i dettagli. Quando si passa al marmo ci vuole poi la forza e la precisione per delineare quello che dall’idea diventerà scultura. È un lavoro lungo e faticoso», dice Bianco orgogloso di presentare due sculture in marmo che si potranno vedere e toccare. «Le sculture sono state realizzate a più mani da un gruppo di persone non vedenti sotto la guida carismatica dello scultore di origine bolognese Felice Tagliaferri. È un uomo vulcanico, cieco dall’età di 14 anni, e un grande artista nonché direttore di una scuola di arte plastica, la prima diretta da uno scultore non vedente». Tagliaferri ha voluto essere presente per offrire la possibilità ai creativi non vedenti o ipovedenti bolzanini di lasciarsi ispirare dall’universo fascinoso del marmo. La fantasia e la potenza dell’arte si può dire in questo caso trasfigurano la realtà trasformando in espressioni artistiche quelli che in fondo sono solo preconcetti, come quello che una persona non vedente non possa rivelare notevoli qualità artistiche, o non possa scolpire il marmo o il legno perché sono attività troppo pericolose. «Tutto si può fare bisogna solo imparare come. Ai ciechi non è preclusa la via dell’arte e la nostra emarginazione talvolta è creata proprio dal pregiudizio che ci impone solo lavoretti artistici di consolazione piuttosto che un’approfondita formazione in campo artistico. Sarebbe bello che anche in regione si arrivasse a percepire l’arte per le persone non vedenti come un percorso vero e proprio, fatto soltanto di metodologie e strumenti diversi rispetto a coloro che sono normo-vedenti». Bianco, che da sempre possiede uno spiccato senso artistico ed un’indubbia capacità di esprimersi attraverso l’arte, racconta. «Ero ragazzino e ricordo che volevo frequentare il liceo artistico, cosa che purtroppo non riuscii a fare perché non ne esisteva uno a Bolzano. Intrapresi così un altro percorso di studi e terminate le superiori mi iscrissi alla facoltà di Economia a Trento. Feci un incidente nel 1991 che mi lasciò privo della vista ma non abbandonai mai l’idea di dedicarmi all’arte. Mi sono sposato e ho avuto quattro bellissimi figli. Ho iniziato poi ad interessarmi alla ceramica ma si trattava sempre di corsi a livello molto base, purtroppo la scelta in Provincia non era e non è tutt’ora molto vasta. Solo in Toscana ho trovato poi un laboratorio dove ho avuto l’opportunità di lavorare gomito a gomito con artisti professionisti e i imparatr tantissimo».

di Irene Cocco

da Alto Adige del 13-11-2013

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...