Arco senza barriere, un’idea per fare centro

L’ arco di Oscar De Pellegrin, dopo i numerosi successi agonistici – sul podio dal 1991 e oro a Londra 2012 – ha cambiato bersaglio. De Pellegrin come consigliere di presidenza della Fitarco, ora ha ideato “Arco senza barriere”, un progetto per la diffusione del tiro con l’arco. Un’iniziativa nata dalla sua esperienza di persona che dopo un incidente sul lavoro – rimase schiacciato dal trattore che stava guidando e da quel giorno si muove in carrozzina – ha fatto l’intero percorso: unità spinale, attività motoria in fase di riabilitazione, attività sportiva e infine l’agonismo. In questa filiera, il progetto “Arco senza barriere” vuole prima di tutto inserire l’anello mancante. «Quando la persona viene dimessa e torna a casa nella maggior parte dei casi smette di fare l’attività sportiva intrapresa in corso di riabilitazione.
Uno degli obiettivi del progetto è che questo non accada più perché s’instaura un dialogo fra centri di riabilitazione e società sportive del territorio. I primi segnalano alle seconde che sta tornando a casa una persona che vorrebbe continuare a fare tiro con l’arco in carrozzina.
Saranno le società sportive del territorio dove vive il convalescente a muoversi, ad andare a incontrarlo per presentarsi», spiega. Per creare questo circolo virtuoso, De Pellegrin sta girando l’Italia, per presentare il progetto alle polisportive, ai centri di avviamento allo sport paralimpico, alle unità spinali e ai centri di riabilitazione. Non sarà come pensare di colpire la classica mela, spaccarla a metà con una sola freccia? «È impegnativo, è il mio nuovo lavoro, ma ci sono tutte le condizioni per andare a bersaglio. È una disciplina che piace praticarla e vederla da spettatore. E che si fa insieme ai normodotati. Per cominciare è sufficiente la carrozzina che si usa quotidianamente, le associazioni sportive forniscono l’attrezzatura. Il progetto, fra l’altro, offre contributi alle società che dimostrano di avere aumentato i praticanti. Sono stato un arciere fortunato, voglio restituire quanto mi è stato regalato dalla vita». Il progetto è promosso da Fitarco, Comitato italiano paralimpico, Inail, con il sostegno dell’azienda Giesse- Risarcimento danni. Informazioni sul sito http://www.arcosenzabarriere.it

di Carmen Morrone

da Avvenire del 13-11-2013

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