Scusi lei e’ disabile? No, giro in sedia a rotelle per comodita’

MANDURIA. «Mi hanno chiesto il tesserino che certificasse la mia disabilità quando ero in carrozzella». L’incredibile episodio è accaduto a Leonardo Melle, manduriano di 42 anni affetto da una grave malformazione che gli impedisce di reggersi sulle gambe per cui è costretto a muoversi con il triciclo o con la sedia a rotelle. Con quest’ultimo mezzo di locomozione e spinto da un amico, il disabile si è recato per assistere a Manduria alla rappresentazione teatrale di una compagnia locale. Così in una lettera Leonardo Melle racconta il surreale dialogo tra lui e l’addetta alla biglietteria.

«Ma lei è disabile?», mi domanda la cassiera. «No, sono in sedia a rotelle per comodità», rispondo tra l’ironico e l’esterrefatto. «Mi mostra il tesserino da disabile?», incalza la signora cinquantenne. «Sinceramente non esiste un tesserino… E se anche esistesse si tratterebbe di dati sensibili che forse non andrebbero mostrati», rispondo seccato. «E noi poveri addetti al botteghino come facciamo a riconoscere un vero disabile da uno falso?», conclude la donna come se tutti si prendessero la briga di noleggiare una sedia a rotelle pur di non pagare gli 8 euro dell’ingresso». «Il dialogo sopra descritto, per quanto degno di una scena del teatro dell’assurdo – scrive il protagonista – è avvenuto realmente una sera recandomi al teatro per vedere una commedia dialettale».

La storia raccontata da Melle si è conclusa con il suo ingresso gratuito ma non per l’assistente che spingeva la sedia il quale ha dovuto pagare il biglietto per intero.

La rabbia del disabile, già autore di una denuncia al prefetto per la mancanza di passerelle per facilitare l’accesso al mare, continua con altre amare considerazioni. «Stiamo tornando indietro – afferma Melle – quando le famiglie avevano vergogna a mostrare un figlio disabile perciò lo tenevano chiuso in casa». Per questo il coraggioso 42enne sta facendo stampare a sue spese degli adesivi di denuncia con slogan provocatori come «La disabilità non è contagiosa, l’ignoranza si», oppure «Sono diversamente incavolato».

da La Voce di Manduria del 13-11-2013

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