Percorso non vedenti, quante gaffe

BERGAMO. Niente sopralluogo al piazzale della stazione. Due giorni fa, l’assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli aveva promesso che lo avrebbe fatto ieri, per verificare come mai il percorso per non vedenti, all’altezza del semaforo davanti all’Hotel Piemontese, finisce dentro un’aiuola. «Non c’è invece bisogno di alcun sopralluogo, perché la questione è stata chiarita dagli uffici ha detto ieri l’assessore Quel percorso va verso l’aiuola per indicare che c’è un ostacolo». Alcune cose, però, non convincono. «Nel linguaggio utilizzato nei percorsi tattili dice Giovanni Battista Flaccadori, presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti di Bergamo (Uicbg) gli ostacoli sono segnalati con bande piene di palline o calotte sferiche». Invece all’estremità di questo percorso, nella parte verso l’aiuola, non c’è alcun pallino, ma una serie di scanalature parallele, che indicano la direzione rettilinea e invitano a proseguire. «Chi proviene dall’attraversamento di via Bonomelli aggiunge invece Saltarelli trova il codice di percorso rettilineo che termina sulla fascia di cubetti di porfido delimitata dal cordone in rilievo dell’aiuola: tale riferimento si chiama “guida naturale”, perché si trova in uno spazio non delimitato da edifici e i cui elementi costituiscono riferimento per il bastone in uso ai non vedenti». Se però un cieco seguisse quei cubetti di porfido si troverebbe prima al parcheggio delle bici e poi al punto di partenza, al semaforo davanti al Piemontese. Perché i sampietrini girano intorno all’aiuola e non indicano dove deviare verso l’ingresso della stazione. «I cubetti non sono una guida naturale dice Flaccadori Sarebbe come mettere, in centro a Bergamo, un cartello scritto in cinese. Lo capireste? Una “guida naturale” è per esempio la parte centrale di piazza della Cittadella. Lì la mappa non serve perché quella parte è delimitata ai bordi, che ci aiutano ad attraversare la piazza. Questo non vale per il piazzale della stazione, pieno di ostacoli. Rischiamo, per esempio, di andare a sbattere contro le panchine posizionate in mezzo. Andrebbero invece contornate con la mappa che indica (con strisce e pallini) un pericolo valicabile». Così come andrebbe continuato il percorso tattile lungo il sottopasso: per chi arriva da via Gavazzeni, la mappa si interrompe al termine del tunnel e non indica come arrivare ai binari o agli ascensori. Ieri Saltarelli ha anche detto che, a settembre del 2012, il Comune ha incontrato «i rappresentanti dell’Uicbg per concordare la realizzazione dei percorsi tattili. È stata fornita la planimetria del progetto, ma da allora non ci hanno più fatto sapere nulla». Flaccadori però ribatte: «A quell’incontro siamo stati messi di fronte a un progetto già deciso. Abbiamo poi sollecitato l’assessore alla Mobilità Ceci, perché facesse un sopralluogo con noi. Ma non abbiamo mai ricevuto una risposta. Così come è sempre caduta nel vuoto la nostra richiesta di rendere accessibile il sito internet dell’Atb, sull’esempio di quello di Brescia».

di Silvia Seminati

da Il Corriere della Sera del 16-11-2013

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