Anche le chiese vietate ai disabili

TERNI. Lo scalino davanti alla chiesa che impedisce al disabile in carrozzina di entrare a messa. Sportelli per bancomat e postamat non sempre di facile accesso, auto parcheggiate di fronte agli attraversamenti, marciapiedi sconnessi, le difficoltà alla stazione per raggiungere un binario e per salire sul treno, fino al mancato funzionamento delle pedane mobili sugli autobus.
Anche Terni, in molti punti, è un percorso ad ostacoli per i disabili. Sorgono riflessioni, soprattutto in vista della giornata internazionale delle disabilità del 3 dicembre. Gianfranco Colasanti, presidente dell’Unione mutilati e invalidi del lavoro, racconta una sua esperienza: «Qualche settimana fa io, che mi muovo con la sedia a rotelle, non sono riuscito ad entrare nella nuova chiesa di Borgo Bovio perchè c’è uno scalino». Lui, di battaglie ne fa parecchie. «Le barriere – dice – sono anche un prodotto della cattiva cultura di alcuni cittadini, come nel caso delle auto sugli scivoli. Ma bisogna fare molto di più anche per l’accesso alle strutture pubbliche. Quelle e non solo. Anche molti bar, ristoranti e negozi non sono accessibili».
Una disabile in carrozzina, Jessica (nome di fantasia), giorni addietro aveva trovato su un autobus extraurbano una pedana non funzionante, dopo essere stata multata da un controllore perchè senza biglietto. Al di là del funzionamento delle pedane, ricorda un passaggio delle legge 104 del 1992: «Per chi è invalido dal 67% in su, la tessera per il trasporto sui mezzi pubblici dovrebbe essere gratuita». Lei, come altri disabili, chiede attenzione dalle associazioni preposte. Una di queste, Fish Umbria, organizza con il Cesvol una settimana di iniziative che patirà proprio il 3 dicembre, tra cui una mostra fotografica di 100 scatti ad opera di persone disabili, incontri, dibattiti e una serata di musica in collaborazione con l’Unitalsi.
Ma c’è pure chi bacchetta le stesse associazioni e, in un certo modo, anche i disabili. E’ Yari Lupattelli, disabile anche lui, che dice: «Si fanno troppe polemiche e proteste in piazza, quando servirebbe più dialogo. Inoltre, noi per primi dobbiamo prendere coscienza dei nostri limiti. Non potremo mai fare tutto da soli e senza qualcuno che ci accompagni». Fa un esempio: giusto abbattere le barriere, ma prima il disabile deve poterci arrivare, alle barriere. Delle associazioni per disabili, dice: «Vanno troppo in piazza a gridare slogan.
Non capiscono che bisogna dialogare. Inutile prendersela con le istituzioni, o con le aziende di trasporto perchè non funzionano le pedane. Tanto, un disabile in carrozzina ha sempre bisogno di uno che lo accompagni lì. Dobbiamo far valere il nostro diritto alla mobilità partendo da una buona assistenza. Assistenza che, qui a Terni, va bene».
Un’altra disabile, però, non è d’accordo: «L’assistenza va bene? Ma dove, se di recente sono state tagliate le ore?».

di Paolo Grassi

da Il Messaggero del 29-11-2013

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