“Dive active”, cosi’ persone disabili provano a diventare guide subacquee

CATANIA. Dalla sedia a rotelle all’acqua per trovare quella libertà che solo il mare può dare, insieme al senso di rilassamento che può aiutare i diversamente abili ad avere una reazione alla loro condizione. Questo è il senso di “dive active”, un progetto di subacquea che a Catania sta coinvolgendo 15 persone con disabilità motorie che attraverso quest’esperienza potranno diventare guide turistiche subacquee. Grazie all’assenza di gravità dell’acqua e al progetto “dive active”, persone affette da distrofia muscolare, sclerosi multipla, sla, vittime di incidenti, ma anche ipovedenti riescono a trovare nuove energie fisiche e mentali. “Dive active” è un’iniziativa che parte dal presupposto che è necessario attivare percorsi di formazione – lavoro innovativi, in grado di aumentare il grado di soddisfazione della persona anche (e forse specialmente) per le persone diversamente abili.

Disabili diventano guide turistiche sub.
Il cammino di crescita professionale di cui i diversamente abili possono rendersi protagonisti può essere tutt’altro che scontato e non necessariamente deve essere limitato alle pratiche d’ufficio. Con “dive active” si offre loro la possibilità di approfittare delle bellezze e delle opportunità del territorio siciliano, per creare le basi affinché la crescita professionale possa avvenire in maniera slegata da una condizione fisica o psichica debilitante che tali soggetti vivono loro malgrado. I disabili coinvolti hanno la chance di trovare nella soddisfazione professionale una via d’uscita che faciliti l’accettazione della loro condizione di disagio. Il corso nasce grazie all’iniziativa di Lorenzo Mari, direttore del progetto, e Martino Florio, atleta paraplegico di Acireale, che si sono posti l’obiettivo di migliorare la vita dei disabili attraverso lo sport.

Tra gli atleti c’è anche Carmelo Barcella, vittima quando era molto giovane di un incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, che ci racconta le incredibili emozioni che riesce a provare in acqua. «Grazie alle immersioni – spiega Carmelo – ti senti incredibilmente leggero, ma anche felice. Ho già provato diverse esperienze sportive, ma in acqua riesco a sentirmi eccezionalmente bene. E poi l’idea di visitare e far conoscere agli altri i fondali marini è molto stuzzicante». Un modo anche per superare non solo le barriere architettoniche, ma tanti ostacoli mentali che inevitabilmente si creano sul mondo dei disabili, che attraverso questa esperienza riescono a trovare quelle soddisfazioni che attraverso altri sport magari non sono riusciti ad ottenere. In acqua tutte le barriere si abbattono e si riesce anche ad ottenere quel benessere che forse manca nella vita di tutti i giorni. Con “dive active” il fine ultimo è quello di ottenere un nuovo profilo professionale quello di “operatore turistico – guida subacquea”, che significa anche la possibilità di costruire la propria vita in maniera autonoma. Il percorso porterà alla creazione di un gruppo che intende rilanciare la propria storia professionale e personale riunendosi a seguito del corso in una cooperativa per la gestione dei servizi turistici sul territorio.

da Corriere del Mezzogiorno del 02-12-2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...