I 7 robot più sorprendenti del 2013

Ci sono quelli che parlano il linguaggio dei segni, quelli che corrono, quelli che si autoassemblano. Ecco che aspetto ha il 2013 visto dal punto di vista dei robot.

di Fabio Deotto

Gli sviluppatori di videogiochi come l’imminente, attesissimo Titanfall hanno un problema: ogni anno devono scervellarsi un po’ di più per congegnare robot virtuali che sappiano impressionare il giocatore più di tutti quei robot reali che fanno ogni mese la loro comparsa nelle kermesse internazionali di robotica. Con un po’ di ritardo sull’immaginario comune lo scenario di un mondo in cui i robot verranno integrati in ogni aspetto della nostra vita, sociale e privata, sembra essere sul punto di realizzarsi.

Il 2013 è stato un anno particolarmente fecondo per la robotica, abbiamo scelto 10 dei prototipi più interessanti, e che meglio ci aiutano a immaginare un futuro meno umano.

1. Un robot da corsa
Boston Dynamics è abituato a sorprendere. L’anno scorso, con il loro Cheetah, avevano mostrato al mondo un robot quattrozampe capace di correre, in un ambiente controllato, più veloce di Usain Bolt. Quest’anno, con WildCat , hanno fatto un notevole passo in avanti. WildCat non solo è in grado di correre, ma può scegliere tra trotto e galoppo, può cambiare direzione, attraversare terreni accidentati e se provi a dargli una spallata riesce a mantenere l’equilibrio.

2. Un robot con la coda
Pesa 26 grammi, è alto 7,5 centimetri, ha una coda e un paio di gambe piuttosto potenti. La sua specialità: il salto in alto: 80 centimetri è il record raggiunto finora. Se ci pensate, è come se un uomo di altezza media spiccasse un salto di 175 metri. Il robot salterino aveva fatto la sua prima comparsa nel 2011, ma recentemente Jianguo Zaho e gli altri suo “padri” gli hanno aggiunto una “coda” mobile che gli consente, tra le altre cose, di rialzarsi dopo un lungo salto e di bilanciare la traiettoria in volo. Possibili applicazioni: impiego in missioni di ricerca e recupero, sorveglianza militare e monitorazione ambientale

3. Una specie di Terminator
Dal microscopico, passiamo la macroscopico. Mentre Zaho è impegnato a creare robot in miniatura, alla Boston Dynamics continuano a pensare in grande. Questo, in particolare, è stato l’anno di ATLAS , un robot umanoide alto un metro e 88, dotato di 28 articolazioni e due diverse paia di mani intercambiabili. Grazie alla generosa quantità di sensori di cui è dotato, ATLAS sarà in grado di compiere diversi tipi di azioni, dal guidare una macchina a sfondare una parete con la sola forza bruta. Molti addetti ai lavori l’hanno già ribattezzato “il primo vero Terminator”.

4. Un robot modulare
L’idea alla base dei robot modulari è di avere unità capaci di assemblarsi per ottenere forme e combinazioni di diversa utilità. In quest’ottica, M-Block rappresenta un primo passo piuttosto bizzarro. Si tratta di un robot di forma cubica, dotato al suo interno di una massa rotante che gli permette di muoversi e spiccare piccoli salti. Grazie a una combinazione di magneti sulle facce del cubo e, soprattutto, sugli angoli, questo modulo può essere utilizzato in concerto con altri identici per ottenere diverse forme semplicemente impartendo comandi radio. Si tratta di una tecnologia ancora acerba, che ancora necessita di essere miniaturizzata e resa affidabile, ma è comunque impressionante vedere gli M-Block all’opera.

5. Un robot bambino
Si chiama iCub , è alto un metro e ha un volto sorprendentemente espressivo. Più che da un laboratorio universitario sembra uscito da un film della Pixar. Si tratta di un robot concepito a scopo di ricerca, nello specifico, con l’obiettivo di testare l’ipotesi della Embodied Cognition in un sistema di intelligenza artificiale. Questa ipotesi, esplorata da diversi filosofi e teorici dell’intelligenza artificiale, postula che la cognizione umana sia largamente influenzata dall’esperienza corporale. iCub è in grado di afferrare oggetti, camminare carponi, mimare espressioni facciali a seconda delle situazioni e, strano a dirsi, tirare con l’arco.

6. Un robot che sa il linguaggio dei segni
Probabilmente non vincerà mai una delle competizioni robotiche più gettonate (come quella lanciata dalla DARPA), ma Nino merita una menzione, anche solo per l’idea che ne sta alla base. Si tratta di un robot umanoide ideato specificamente per la comunicazione, nello specifico: per la comunicazione con persone sorde. Grazie alle sue mani dotate di cinque dita (insolito per un robot), ai suoi 112 sensori e a un software creato ad hoc, Nino è in grado di comunicare utilizzando il linguaggio dei segni. Secondo il team di ricerca che l’ha sviluppato, presto sarà in grado di sostenere intere conversazioni e potrà essere utilizzato per automatizzare questo tipo di comunicazione. Nel frattempo, altre compagnie stanno cercando di lavorare nello stesso solco della Ntu, non ultima la Honda, con il suo Asimo.

7. Un quadrotore anfibio
All’apparenza, MUWA sembra un normale quadricottero incastonato in una cornice circolare, in realtà si trattadi un robot elicottero a quattro eliche capace di muoversi in qualsiasi tipo di ambiente. Oltre a volare, MUWA è in grado di spostarsi sull’acqua e, una volta sulla terra, si sfruttare le eliche per mettersi in posizione verticale e rotolare in diverse direzioni come una ruota attaccata a una bicicletta invisibile.

da Panorama del 09-12-2013

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