Quando l’assistente traduce in Lis: con una app i sordi gestiscono la burocrazia

ROMA. Denunciare un furto, richiedere un documento d’identità o prenotare una visita medica, chiamando il numero verde dell’ospedale: cose quotidiane che spesso creano seccature e fanno perdere tempo ad un qualsiasi cittadino; per le persone sorde rappresentano situazioni impossibili da gestire da soli. Una semplice App per tablet – che fa partire una videochiamata per un assistente in rete, che comunica con il sordo in Lis – la lingua dei segni – e in italiano con l’operatore di sportello – potrebbe permettere alle persone sorde di affrontare la parte burocratica, amministrativa e quotidiana della propria vita senza interpreti o accompagnatori al seguito. Si chiama progetto E-lisir “Evoluzione lingua dei segni italiana con interprete in rete” ed è stato presentato nei giorni scorsi, nella Sala della Protomoteca a Roma, con il patrocinio di Roma Capitale e del consiglio regionale del Lazio, in protocollo d’intesa con l’Istituto Statale per i Sordi di Roma.

boxPer il nuovo anno “E-lisir” partirà, come progetto pilota, a Tor Bella Monaca, quartiere della capitale con un elevato numero di persone sorde. “E’ in corso un accordo per erogare il servizio a Roma nell’ex VIII Municipio, oggi VI”, spiega Marta Meschini, amministratore unico della società, Video Assistenza Mobile, che ha realizzato il progetto. Durante la presentazione al pubblico, costituito per la stragrande maggioranza da persone con deficit uditivo, sia Rita Cutini, assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale, sia Rodolfo Lena, presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, si sono dichiarati molto favorevoli a promuovere questo servizio di videocomunicazione.

“Ad oggi in Italia esistono disabili di serie A e disabili di serie B. Nonostante l’articolo 21 della Strategia Europea sulla Disabilità vieti qualsiasi forma di discriminazione, non sono state attuate politiche in tal senso”, rileva Antonio Staiola, presidente Idea Onlus, associazione che ha l’obiettivo di promuovere l’integrazione e il superamento dell’impatto dell’handicap uditivo. “Dal 2005 per legge è scomparsa nei documenti ufficiali la parola ‘sordomuto’, ma in questi anni non sono stati rimossi i problemi o le situazioni fortemente invalidanti che vivono le persone sorde”. Non si è adeguato nemmeno il nostro palinsesto televisivo, dove meno del 40% dei programmi risulta sottotitolato, rispetto al 100% di quello europeo.

Mentre da 16 anni restano congelati i fondi all’unico istituto statale per sordi, come ricorda il commissario straordinario Ivano Spano, i numeri delle persone con deficit uditivo crescono in Italia e in Europa. Secondo l’Airs, Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità, “si prevede un incremento del 2% alla fine del prossimo decennio, ove non si intervenga con idonee strategie preventive. Le cause maggiori sono l’invecchiamento crescente della popolazione e la maggiore incidenza di agenti inquinanti tossici e acustici”.

Nel nostro Paese, in base ai dati del Ministero della Salute, nel 2003 vi erano oltre 7 milioni di persone affette da disturbi uditivi e circa mezzo milione erano gli adulti colpiti da sordità grave invalidante. Ogni anno nascono in Italia dai 1.000 ai 1.500 bambini sordi (oltre il 50% per cause genetiche) e sono tra i 15mila e i 20mila i bambini e gli adolescenti fino ai 18 anni con sordità contratta in periodo “prelinguale”.

In questo contesto, una start up come E-lisir riesce ad accendere una speranza, anche attraverso il video esplicativo, che è interpretato da Francesco D’Amico, giovane attore romano dallo sguardo intenso e con una particolarità: è sordo sin dalla nascita. (Carmela Cioffi)

da Redattore Sociale del 09-12-2013

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