“Ogni gradino diventa un’umiliazione. Finiamo con il vivere agli arresti domiciliari”

PESCARA. Molte barriere danno vita ad una prigione. Ne sanno qualcosa i tanti abruzzesi costretti sulla sedia a rotelle, che ogni giorno devono combattere delle autentiche battaglie per superare gli infiniti ostacoli disseminati in ogni angolo delle nostre città. «Siamo prigionieri dell’ambiente nel quale viviamo – dice Claudio Ferrante, da diversi anni in trincea con l’associazione Carrozzine Determinate – La disabilità non è una malattia e dipende unicamente da un ambiente sfavorevole, che ci impedisce di vivere un’esistenza normale». L’inaccessibilità dei centri urbani calpesta la dignità delle persone. «Quando si è costretti a mendicare aiuto ad ogni gradino, ad ogni bar e ad ogni marciapiede, l’umiliazione diventa troppo profonda – spiega Ferrante – Alla lunga si preferisce non uscire e si finisce col vivere agli arresti domiciliari». L’esponente dell’associazione cita il caso di Pescara: «E’ assurdo che una città pianeggiante, dunque priva di barriere naturali, sia stata trasformata dall’uomo in un grande percorso ad ostacoli». La città adriatica è severamente bocciata. «Basta farsi un giro per comprendere quanto sia difficile girare per Pescara – osserva Ferrante – Fino a due anni e mezzo addietro non era neanche possibile accedere al palazzo del Comune». Il resto della regione non se la passa meglio, ma ci sono anche alcune eccezioni. «La gran parte delle località abruzzesi è molto indietro – dice Ferrante – Montesilvano, invece, è diventata un modello nazionale, grazie a spiagge accessibili, numeri verdi dedicati e molti altri interventi e servizi messi in campo dall’amministrazione». Le cose potrebbero presto migliorare, proprio grazie alla battaglia condotta da Carrozzine Determinate e da altre associazioni, che quattro mesi fa occuparono palazzo dell’Emiciclo per chiedere interventi immediati. Il Consiglio regionale, dopo quella mobilitazione, ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna a finanziare, con 2 milioni di euro, la legge 13 sulle barriere architettoniche e a dare immediata applicazione alla legge 1 del 2008. Le risorse, che per metà sono già state accantonate e per l’altra metà saranno reperite nelle pieghe del bilancio di fine anno, andranno a coprire tutte le spese effettuate negli anni scorsi per lavori di rimozione delle barriere architettoniche. Inoltre verrà introdotto un meccanismo che potrebbe risultare decisivo: è infatti in via di costituzione un osservatorio, al quale potranno rivolgersi tutti i cittadini, che vigilerà sulle opere pubbliche realizzate dagli enti abruzzesi. Qualora una qualsiasi opera non rispettasse le norme in materia di accessibilità per i disabili, la Regione emanerà delle sanzioni nei confronti degli enti inadempienti, privandoli per un anno di tutti i finanziamenti regionali.

di Stefano Buda

da Il Tempo del 15-12-2013

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