Stazione Tiburtina, una trappola. “Io disabile senza via di uscita”

ROMA. Immaginate di trovarvi all’interno di un piccolo gioiello architettonico. E’ sera e nonostante le geometrie di acciaio e vetro che vi circondano non vedete l’ora di tornare a casa. Tutto perfetto ma le scale mobili non funzionano, stesso discorso per gli ascensori. Poco male, diranno i più, ma immaginate ora di essere costretto sulla sedia a rotelle. Quella che doveva essere una avveniristica stazione ferroviaria diventa così una sorta di labirinto senza uscita.
La storia la racconta Alessandro Pomponi, un uomo che da 12 anni, in seguito ad un incidente, è sulla sedia a rotelle: “Tornavo da Venezia con il treno, un percorso nazionale ad alta velocità con arrivo alla stazione Tiburtina. Una volta lì, ho dovuto fare i conti con la chiusura dei servizi che alle 22, come ho appreso, ogni giorno si interrompono, impedendo a persone come me, che sono sulla sedia a rotelle, di uscire”.
Secondo la denuncia di Pomponi questo disservizio è a 360 gradi: “la Stazione Tiburtina impedisce a chiunque abbia la pur minima difficoltà fisica, di usufruire di ascensori e scale mobili. Mi sembra assurdo che una stazione ferroviaria di linea debba chiudere e/o disattivare i propri servizi primari in un orario in cui arrivano e partono treni di collegamento nazionale”.
Per riuscire ad uscire ha dovuto percorrere i nastri trasportatori nel senso opposto, cioè in discesa, col grave pericolo di scivolare o ribaltarsi insieme alla sua carrozzina. I primi a raccogliere la sua testimonianza, gli amici Stefano Erbaggi, Vicepresidente del Consiglio del Municipio XV, e l’ing. Daniela Milone, del Comitato Romano per la Riduzione delle Barriere Architettoniche: “La testimonianza di Alessandro Pomponi deve essere uno stimolo per tutti noi. Le sue parole sono la prova che c’è una scarsa concezione di quello che accade nella nostra città da parte delle istituzioni capitoline e un’altrettanto scarsa cura di alcuni servizi essenziali – hanno commentato Erbaggi e Milone, apprendendo il racconto del loro malcapitato amico – non è possibile rimanere indifferenti davanti ad una testimonianza del genere che ha visto un disabile, un professionista che viaggia ogni giorno per lavoro, rimanere bloccato all’interno di una stazione di così grande utenza. Ci rivolgiamo a Marino, Sindaco di Roma Capitale, affinché verifichi il corretto funzionamento degli impianti di servizio della Stazione Tiburtina e si faccia garante di una maggiore sicurezza nei confronti di tutti i cittadini”.

da Affari Italiani del 20-12-2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...