Bebe e Alvise, icone dello sport “diverso”

TREVISO. Età diverse, ma icone del movimento dei diversamente abili. Simboli di livello internazionale. Il sondaggio “sportivo trevigiano del 2013” premia anche Alvise De Vidi e Beatrice Vio. L’intramontabile e pluridecorato Alvise, che a 47 anni ha centrato medaglie ai mondiali paralimpici di atletica. La campionessa di coraggio “Bebe”, che a colpi di fioretto si sta regalando una splendida carriera: due vittorie in Coppa del Mondo nell’anno che va terminando. De Vidi da Olmi, classe ’66, può vantare un palmarès incredibile. Una sequenza formidabile di medaglie distribuite fra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei. Tetraplegico, gareggia su una sedia a rotelle: è atleta versatile, avendo spaziato fra i 100 metri e la maratona, non disdegnando nuoto e palla ovale, tanto da diventare capitano della Nazionale di wheelchair rugby. Classe e talento, ma anche voglia di scoprire e conoscere. Non c’è anno senza podio per Alvise, sempre a caccia di nuove sfide. Gli ultimi exploit risalgono al 2013: doppio bronzo sui 100 e 200 metri (categoria T51) ai mondiali di Lione. In Francia, cercava risposte in vista delle Paralimpiadi di Rio 2016: l’eterno ragazzo De Vidi le ha trovate, in Brasile inseguirà l’ennesimo traguardo della sua vita sportiva. Dopo i due podi della scorsa estate, le medaglie mondiali sono diventate 10, cui vanno aggiunti i 14 podi paralimpici. Se sui 100 il terzo gradino poteva essere alla portata, sulla doppia distanza è stato aiutato invece dalla buona sorte. Inizialmente, infatti, aveva chiuso al quarto posto. Ma, complice il ricorso di un concorrente, la gara è stata ripetuta e stavolta Alvise si è meritato il terzo gradino. Anche Beatrice Vio può puntare alle prossime Paralimpiadi brasiliane. “Bebe” ha calamitato le attenzioni degli sportivi, e nel solo del mondo dei disabili, per la sua storia straordinaria di grinta e tenacia. A causa di una meningite, ha subìto l’amputazione dei quattro arti. Ma è stata più forte della malattia e ha continuato a coltivare la passione per la scherma. Fantastici i risultati del 2013: la 16enne moglianese ha firmato le prime vittorie in Coppa del Mondo, nelle tappe di Montreal e Lonato del Garda. È stata campionessa italiana a Trieste, ma soprattutto il Comitato paralimpico internazionale, mediante un sondaggio web, l’ha designata “atleta disabile del mese di maggio”, numero uno sulla ribalta mondiale. Platonico titolo che, in precedenza, fra gli italiani, aveva centrato solo l’ex pilota di F1, Alex Zanardi. Lo scorso ottobre, ha rappresentato il movimento paralimpico a Reatech Italia, rassegna milanese dedicate alle persone con disabilità: affiancata dall’olimpionica Valentina Vezzali, di cui è diventata amica, ha raccontato la sua vicenda umana e sportiva. “Bebe”, che impugna il fioretto con una protesi, lega il suo nome anche all’associazione Art4Sport, sport come terapia per bambini amputati: ogni anno, nella “sua” Mogliano, viene promossa la kermesse “Giochi senza barriere”. Alvise e Beatrice: due splendide storie di vita.

di Mattia Toffoletto

daLa Tribuna di Treviso del 28-12-2013

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