Piu’ forte di tutti: Annalisa Minetti e’ inSuperhabile

ABBIATEGRASSO. «A me piacciono le sfide, mi piace cercare di raggiungere quello che in molti pensano che non si possa fare». Annalisa Minetti è una specialista delle sfide. Nei confronti della sorte, dell’ipocrisia, degli avversari in pista e di se stessa: ogni rivale è buono per cercare di superare i propri limiti. E il più delle volte riuscirci. Modella, cantante e da qualche anno anche portacolori della polisportiva Superhabily di Abbiategrasso, Annalisa Minetti è un simbolo di grinta e voglia di vivere anche per molti atleti del territorio altomilanese e abbiatense. «Non vivo la sofferenza come un ostacolo – afferma -, ma come un’opportunità di crescita». La trentasettenne nata a Rho è ipovedente. Nonostante ciò, è riuscita a superare tutti a luglio vincendo la medaglia d’oro ai Mondiali paralimpici di atletica. «Ho sempre avuto un’indole combattiva e competitiva, anche a scuola – racconta l’atleta della Superhabily -. Quando non vuoi vedere i limiti che hai, decidi di andare oltre e di ingegnarti ottenendo risultati impensabili». Per Annalisa Minetti, la parola d’ordine è “resilienza”. «Significa saper volgere in positivo i fatti negativi che ti capitano nella vita – sottolinea -. Questo però non vuol dire cancellare le sensazioni negative. Anzi, io voglio sempre ricordare il dolore perché mi aiuta a superare gli ostacoli». Fra gli ostacoli ci sono anche l’invidia e l’ipocrisia. «Quando ho concorso per Miss Italia l’invidia era evidente – ricorda -, tante ragazze venivano vicino a me soltanto per farsi scattare qualche foto insieme alla “disabile” e farsi vedere. Per non parlare delle polemiche che innescò un “certo” Aldo Busi, che disse che sul palco del Festival di Sanremo volevo sfruttare la mia cecità per arricchirmi». Sono però anche state tante le soddisfazioni arrivate dal mondo della musica e da quello dello sport. «Mi sono cimentata un po’ in tutte le discipline – dichiara -. Nel ciclismo in tandem sono arrivata seconda agli Assoluti e poi ho provato la corsa, con il cordino insieme a una guida normodotata, e mi è subito piaciuta». Sono arrivati tanti risultati importanti, il più grande dei quali è la vittoria ai Mondiali. Ma l’anno appena iniziato ha in serbo tanti impegni per Annalisa Minetti: «Voglio tentare di conquistare il primato del mondo negli 800 e nei 400 metri indoor, agli Europei correrò i 1.500 difenderò il mio record del mondo negli 800 metri e voglio battere il record al Golden Gala. Dal punto di vista artistico, invece, condurrò su Raidue un reality show dedicato ai giovani. E naturalmente continuerò a fare musica». Image: 20140105/foto/2193.jpg

***
IL LIBRO.
Veloce come il vento in una vita colorata come l’«Iride»

ABBIATEGRASSO. Iride come la sacerdotessa di Zeus che aveva nella velocità, tanto di azione quanto di pensiero, la propria caratteristica migliore per recapitare i messaggi. Ma «Iride» anche come una componente degli occhi, quelli occhi che ad Annalisa Minetti hanno sempre fatto difetto. «Nonostante questo io ho ben chiari i colori, per me ogni cosa della vita ne ha uno» commenta. E anche per questo la milanese ha scelto di intitolare il suo libro proprio “Iride-Veloce come il vento”. «In questo libro ho provato a raccontare la mia vita per far capire a chi legge che ognuno può far diventare incredibile la propria esistenza, basta soltanto volere che questo accada». «Soltanto stando al buio totale mi sono accorta che la luce non la potevo vedere, ma io dovevo diventare luce» sottolinea Annalisa Minetti. E così è successo: luce sul palco e luce in pista. La cantante-atleta è diventata un esempio di grinta e voglia di lottare per tutti e sempre di più sono gli atleti che cercano di emulare le sue imprese. «Il mondo paralimpico aveva bisogno di volti nuovi – spiega -. C’era solo Alex Zanardi come testimonial che richiamasse l’attenzione. E quindi ho deciso di impegnarmi in prima persona, di provare a fare qualcosa. La motivazione per sorridere c’è sempre, tutto è difficile prima di diventare facile: è questo quello che mio padre mi ha sempre detto ed è anche questo quello in cui io credo».

di Cristina Mariani

da Il Giorno del 05-01-2014

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