Disabile sulla sedia a rotelle “ostaggio” del suo quartiere

MONZA. Salvatore De Maria, monzese di 47 anni, malato di sclerosi multipla, è prigioniero in casa sua. Assistito dalla moglie Loredana e dai due figli Stefania di 15 anni e Leandro di 5, per Salvatore, anche solo attraversare la strada, si rivela una vera e propria battaglia contro marciapiedi dissestati, pali piantati in mezzo ai passaggi pedonali, buche e avvallamenti. Un incubo, questo, iniziato due anni fa, quando i medici gli hanno diagnosticato il male cronico e destinato ad aggravarsi col tempo. La famiglia De Maria abita al civico 98 di via Marconi, proprio a cavallo col confine con Sesto San Giovanni, in cima al cavalcavia. E questo rappresenta il problema principale. «Per attraversare la strada devo per forza raggiungere uno dei due semafori posizionati ai piedi del ponte, o dalla parte di Monza o da quella di Sesto, ma in ogni caso c’è una lunga serie di ostacoli da superare – ha spiegato l’uomo – Devo percorrere decine di metri di marciapiede dissestato». Un disagio trascurabile per un passante qualunque, ma per lui, costretto sulla sedia a rotelle, qualsiasi dislivello del terreno costituisce un problema. «Il semaforo più vicino a noi è quello sul lato monzese, che porta direttamente in via Sant’Alessandro. Fino a poco tempo fa neanche c’era la discesa per le carrozzine. Ora l’hanno fatta, ma rimane uno sbalzo di una decina di centimetri che rende il transito difficoltoso. Per andare a Monza, quindi, sono costretto ad andare al semaforo di Sesto e attraversare lì». Il tratto di marciapiede monzese, inoltre, è pieno di avvallamenti pericolosi che fanno sbilanciare la carrozzina. «A poche decine di metri dal semaforo c’è una discesa ripidissima e male asfaltata – ha aggiunto il monzese – Ogni volta che passo faccio fatica a gestire la carrozzina, che inizia a prendere velocità e a sbilanciarsi. Spesso rischio di finire in mezzo alla strada». Un altro ostacolo difficile da aggirare sono i pali. «I cartelloni stradali, così come i pali della luce sono posizionati praticamente in mezzo al passaggio – ha fatto notare la moglie Loredana, una donna minuta che, ogni volta che il marito esce, lo accompagna e lo spinge quando ha bisogno – La maggior parte delle volte è costretto a transitare a bordo del marciapiede, col rischio di cadere». Una situazione insostenibile, dunque, a cui la famiglia De Maria chiede una soluzione rapida. «Non chiediamo i soldi all’Amministrazione Comunale – ha concluso Salvatore – Vogliamo solo che il marciapiede venga sistemato e adeguato alle esigenze dei disabili. E questo, rappresenterebbe un servizio a tutta la cittadinanza».

da Il Giornale di Monza del 07-01-2014

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