Il Comune si adegua Linguaggio dei segni in musei e sportelli

I sordomuti avevano protestato a ottobre davanti al Comune per chiedere investimenti, anche in vista di Expo. Ora arriva finalmente un bando da 40mila euro per visite guidate in linguaggio dei segni nei musei e assistenza negli uffici pubblici. Come avviene in molte città.

MILANO. A fine ottobre erano scesi in piazza con gli striscioni: «Non siamo cittadini di serie B». Centinaia di sordomutiin rappresentanza dei circa 1.200 in città – sono arrivati davanti al Comune con l’Ens ( Ente nazionale sordi) per denunciare che la giunta Pisapia da due anni non fornisce più il servizio di interpretariato in lingua dei segni nei casi di bisogno (dalle cause legali e consulti medici). E il contributo comunale all’ente, riconosciuto per oltre 15 anni, si è ridotto di due terzi nel 2012 e quest’anno al momento della protesta non era neanche stato assicurato. Avevano fatto presente, peraltro, che «nulla è stato ancora immaginato per le persone sorde che arriveranno dal mondo per Expo». Dopo la rivolta qualcosa, finalmente, si è mosso. Nell’ultima seduta del 2013 la giunta ha stanziato a favore dell’Ens 60mila euro per interventi a favore dei sordi e corsi di formazione rivolti a operatori, familiari e cittadini interessati ad apprendere il linguaggio dei segni. E ha lanciato un bando da 40mila euro per «abbattere le barriere della comunicazione » in musei e uffici pubblici. A Torino il Museo Egizio ha sperimentato di recente l’uso dei GoogleGlass per«tradurre » le audioguide: indossando gli occhiali elettronici i sordi vedono comparire su una lente-display un avatar che traduce simultaneamente le descrizioni dei reperti. A Roma i non udenti possono visitare i Mercati di Traiano e i Musei Capitolini con videoguide in Lis con sottotitoli in italiano. In vista di Expo, ci sta arrivando anche Milano. Il bando (fino al 21 gennaio) è aperto a enti e associazioni che possano fornire visite guidate in mostre e musei e operatori che aiutino i sordi ad accedere ai servizi, dall’anagrafe al Welfare.
Dalle Zone arriva intanto una bocciatura alla giunta Pisapia sul tema disabili. La 9 ha approvato all’unanimità una mozione che chiede al sindaco di «far controllare agli uffici competenti tutte le fermate delle linee urbane» per rendere accessibili i mezzi Atm «adattando i marciapiedi laddove necessario». Su 20 linee di tram nel quartiere «solo 5 sono accessibili » e anche in queste «non lo sono le fermate, i marciapiedi sono più alti e le pedane non si aprono correttamente ». Il disabile deve sostare in strada «trovandosi in ulteriore difficoltà perchè l’accesso è molto ripido e pericoloso ». La Zona 4 e 8 hanno votato compatte due mozioni simili per garantire la gratuità nelle piscine comunali ai disabili accompagnati da enti e, qualora non fosse possibile anche per i singoli, almeno una tariffa agevolata. Col Bilancio 2013 bloccato fino a dicembre, le autorizzazioni per tutto l’anno sono state contingentate. «Troppe associazioni e persino i centri diurni comunali si sono visti negare i permessi. Ogni buona amministrazione – è la critica delle zone – dovrebbe proteggere e dare priorità alle fasce deboli. Si provveda nel 2014».

di Chiara Campo

da Il Giornale.it del 07-01-2014

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