La palestra dei cani guida

Per 3 mesi la metropoli diventa laboratorio dove i labrador s’addestrano a superare ogni ostacolo
Buche, auto e furgoni parcheggiati sul marciapiedi, tombini sconnessi, biciclette legate ad un palo, impalcature: i cento e uno ostacoli così fastidiosi per qualsiasi pedone diventano la palestra per i cani guida. Abbiamo seguito i labrador Blanca, Marta, Chery e York nella fase 3 dell’addestramento. L’ultima, prima di incontrare i loro futuri compagni di vita, non vedenti. Per tre mesi saranno messi alla prova dai rispettivi istruttori e dovranno trovare, da soli, la giusta soluzione dinanzi ad ogni nuovo ostacolo. L’addestramento è cominciato in settembre, nel Centro Cani Guida Lions a Limbiate, dove ne è stata testata l’idoneità, hanno imparato l’obbedienza e a superare ogni possibile problema in un campo scuola. Niente, però, è paragonabile alla metropoli, con i suoi rumori e pericoli, con la massa di gente che si sposta nei metrò e il traffico di superficie. La «messa a punto» vedrà gli istruttori calarsi nei panni di non vedenti e loro, i labrador, prenderli per mano come una mamma con il bimbo. «Abbiamo inaugurato la nuova struttura all’avanguardia in Europa – dice Giovanni Fossati, presidente del Centro -. Ogni anno riusciamo ad addestrare e consegnare cinquanta cani e dal 1959, quando il centro aprì, siamo vicini ai 2000». La richiesta è alta, ogni anno il doppio di non vedenti si rivolge al centro, dove lavorano a pieno ritmo nove istruttori. L’obiettivo è ambizioso, diventare un centro di riferimento nazionale. «Ci vogliono tre anni per formare gli istruttori, al nostro interno. E sei mesi per addestrare un cane», aggiunge Fossati. Ora il centro ha anche l’allevamento interno, con sala parto, nursery. I cuccioli, fino all’anno di vita, vengono gestiti da famiglie affidatarie, quindi rientrano per la formazione. Portarli a fine percorso ha un costo di quasi 25 mila euro. Costi sopportati dalla struttura – per ii non vedenti il cane guida è gratis -, che fu voluta da Maurizio Galimberti, ingegnere aeronautico e pilota durante la Seconda guerra mondiale, quando fu vittima di un incidente di volo che lo rese cieco. «Andò in Germania dove c’era una scuola per cani guida e tornato, lui che era Lions (Lions Club Milano Host, il più antico d’Italia), decise di avviare un analogo progetto». Davide Ballabio con York, Corrado Bernini con Chery, Roberto Ceribelli con Blanca e Michele Marzocca con Marta(foto di Nicola Vaglia) si muovono per il centro discreti, bloccati a tratti dai passanti. «Il labrador vince su tutte le altre razze per carattere ed equilibrio ma anche perché è socialmente più accettato, per esempio rispetto ad un cane da pastore tedesco che potrebbe svolgere lo stesso lavoro con successo», spiega Davide. Nel centro i non vedenti vengono ospitati per apprendere le tecniche di comando e affiatarsi con il quattrozampe. Qui anche chi non può avere come guida un cane labrador viene aiutato con ausili tecnologici.

di Paola D’Amico (pdamico@corriere.it)

da Il Corriere della Sera del 07-01-2014

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