Katia, 6 anni, costretta sulla sedia a rotelle In classe non può entrare e mangia da sola

MILANO. Katia è una bambina di sei anni affetta da una patologia celebrale sin dalla nascita. Per questo per potersi spostare e muoversi, ha bisogno della sedia a rotelle. Tutti i giorni però si reca a scuola, l’elementare di via Costantino Baroni 73. nel quartiere Gratosoglio. Ma non può accedere alla classe come i suoi compagni, perché le solite barriere architettoniche glielo impediscono. Ecco allora che per entrare ed uscire dalla classe, e scendere o salire quei dieci scalini che la separano dalla classe, Katia tutti i giorni deve essere sollevata con la carrozzina dalla madre Non solo manca una rampa o un montascale che le consentirebbe di scendere o salire le scale all’ingresso e all’uscita. A Katia non è nemmeno consentito di accedere al refettorio e mangiare con i suoi compagni, per quei dieci maledetti scalini. Allora ecco che per mangiare Katia è costretta a farlo in classe da sola, con la sua insegnante di sostegno. E non è finita. Anche per accedere ai laboratori e alla palestra dovrebbe fare le scale. Claudia Bonfiglio e Luigi Lecce, i genitori di Katia, sin dall’inizio dell’anno scolastico hanno segnalato il problema alla preside della scuola, la professoressa Concetta Alvino, ma senza essere riusciti ad ottenere la rampa o un montascale che aiutasse la propria figlia a superare le barriere architettoniche. LO SCONFORTO è palese. «Sono quattro mesi che io e mio marito denunciamo questo problema, ma la preside e il Comune per ora non hanno fatto nulla sostiene la mamma di Katia – Siamo stanchi di aspettare. Abbiamo anche chiamato un avvocato che si occupasse della nostra situazione, perché all’inizio dell’anno scolastico la preside non voleva nostra figlia qui a scuola. Ci ha detto di spostare Katia nell’altra scuola elementare “l’Arcadia”, perché lì c’è l’ascensore. Ma noi ci siamo rifiutati. Noi siamo comodi qui, perché abitiamo in Costantino Baroni e non ci spostiamo». La preside fa sapere che all’inizio dell’anno aveva si chiesto di spostare Katia nell’altra scuola, ma per agevolarla nei trasferimenti, non perché non abbia a cuore il problema, anzi: «Sono una persona sensibile – dice -e mi dispiace. Tanto è vero che mi sono mossa da subito con il Comune di Milano per risolvere nel più breve tempo possibile il problema. Purtroppo non dipende solo da noi, se fosse stato così, l’avrei risolta subito». Il Comune risponde, tramite l’ingegner Lotumolo (capo ufficio edilizia strutture scolastiche) che i lavori sono già iniziati e che termineranno tra circa venti giorni. I lavori prevedono che Katia possa così accedere dal giardino della scuola direttamente in classe, senza più incontrare le barriere architettoniche. E la madre Claudia non dovrà più sollevarla dalla carrozzina per portarla in classe.
di Mario Avitabile

da Il Giorno del 10-01-2014

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