Il miracolo di Pistoia in carrozzella ovunque anche nei sotterranei

L’Unione europea le ha consegnato un premio speciale Firenze, Pisa e Lucca senza barriere e con i musei tattili.

LE CITTà ACCESSIBILI

L’accessibilità è sempre più di casa in Toscana. Senza dimenticare la distanza ancora siderale da alcune realtà europee e dagli Stati Uniti, inventori addirittura di un’icona diversa per indicare la disabilità – l’omino in carrozzella non più fermo, ma in movimento – la nostra regione, tuttavia, si distingue positivamente e anno dopo anno aggiunge qualcosa nel cammino per rendere le sue città il più possibile fruibili a tutti. E lo fa con un’attenzione nuova. Accessibilità diffusa. Che le città siano a misura di sedia a rotelle e di non vedenti, infatti, serve anche ai cosiddetti normodotati: ad anziani che hanno difficoltà di movimento, a genitori e nonni con passeggini e bimbi al seguito. Un pubblico eterogeneo che in gran parte delle città rimane fuori da musei, mostre, palazzi, strade, uffici pubblici, ristoranti e bar magari solo per uno scalino di troppo, un marciapiede o una pietra sconnessa. In cima all’Europa. Laddove è stato ed è possibile, però, la Toscana ha eliminato e sta cercando di eliminare o aggirare quegli scalini, quei marciapiedi e quelle pietre mettendo in campo azioni programmate e durature. Ne è un esempio Pistoia, premiata di recente dall’Unione Europea come destinazione emergente d’eccellenza per il turismo accessibile e sostenibile. Unica città italiana tra le 19 segnalate da tutta Europa, le sono stati riconosciuti parecchi meriti: armonia tra natura e arte, centro storico chiuso alle auto e visitabile facilmente in sedia a rotelle, itinerari con info specifiche sull’accessibilità per chiunque abbia una disabilità fisica. Due le perle: il percorso sotterraneo, il più lungo della Toscana, e il museo tattile. Sotto terra in libertà. La Pistoia più segreta si manifesta per quasi 700 metri sotto l’ospedale del Ceppo, lungo l’antico alveo del torrente Brana. Si vedono mulini, opifici, ponti medievali, resti delle vecchie mura. La visita comprende poi una parte dell’ospedale, con l’anfiteatro anatomico più piccolo del mondo – scelto tra l’altro da History Channel come set per il docufilm su Leonardo da Vinci che andrà in onda a marzo – e la collezione di ferri chirurgici, tra cui l’antenato del bisturi. L’itinerario, totalmente accessibile a persone con difficoltà motorie, è dotato anche di pannelli braille. Il museo tattile. Per ciechi e ipovedenti, poi, c’è il museo tattile, allestito al terreno del Palazzo dei Vescovi. Attraverso mappe e modellini smontabili dei più importanti monumenti, con accanto i campioni dei materiali con cui sono realizzati – pietre, marmo, cotto – la città si svela a chi non può vederla, ma anche chi vede la può scoprire sotto una nuova luce. I capolavori da toccare. Da toccare. Firenze è nota da tempo per le numerose opportunità di turismo accessibile: dalle guide con 4 itinerari che coprono il centro storico alla mappa tattile di piazza della Repubblica; dalle foto per non vedenti del museo Alinari fino ai dipinti in rilievo degli Uffizi. L’ultimo dei capolavori che si possono toccare è la Nascita di Venere di Botticelli, attraverso una riproduzione tridimensionale in resina speciale collocata accanto al quadro originale. Già “visibili”, con la stessa tecnica, il Ritratto del Duca di Urbino di Piero della Francesca, il Ritratto di giovane con medaglia di Botticelli, il Ritratto di Cosimo il Vecchio del Pontormo e la Madonna del cardellino di Raffaello. Da Siena a Pisa. Ci sono, infine, altre realtà toscane senza barriere. Tra queste il museo Piaggio di Pontedera, le Crete e i borghi della Val d’Orcia nel Senese, le tre piazze intorno al duomo di Lucca – con una pavimentazione in Loges per non vedenti, realizzata dalla Fondazione Banca del Monte che presto la estenderà ad altre zone del centro storico – e il sito del Comune di Pisa, dove tutte le sedi e i luoghi di interesse pubblico sono schedati e completi di dettagliate informazioni riguardo alla loro fruibilità.

di Paola Taddeucci

da Il Tirreno del 12-01-2014

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