Sangalli: barriere architettoniche? Ok alle regole, ma non solo per noi

MILANO. «Milano deve saper accogliere tutti e su questo i commercianti faranno la loro parte». Il presidente di Confcommercio Milano, Carlo Sangalli, risponde alle indicazioni del Comune che vorrebbe introdurre nel regolamento edilizio l’obbligo per i negozianti di dotarsi di passerella per il passaggio dei disabili. «Non solo siamo d’accordo e disponibili – risponde Sangalli – ma vediamo questa come una opportunità per rendere Milano più accogliente e inclusiva». Certo, il problema non riguarda solo i negozi: «Sarebbe assurdo – prosegue – pensare che il problema delle barriere architettoniche riguardi solo gli esercizi commerciali e quindi ci aspettiamo una coralità di interventi, dai mezzi pubblici ai palazzi istituzionali fino ai marciapiedi che in questo momento non sono fruibili dai portatori di handicap».

A Sangalli piace citare Paolo Anibaldi, chirurgo paraplegico all’ospedale di Rieti: «L’handicap è una parte del mondo e non un mondo a parte» aveva spiegato a chi gli chiedeva come aveva fatto ad affrontare e costruire una vita “normale”, mettendo su famiglia, facendo sport e arrivando ad operare. Questa la strada da seguire e quindi “è chiaro che non possiamo tirarci indietro di fronte al tema”».

Dal punto di vista operativo, si tratta di capire che cosa operativamente verrà chiesto ai negozi. «Di per sé – ammette Sangalli – dotarsi di pedane per facilitare l’ingresso ai disabili può in qualche caso rappresentare un problema dal punto di vista tecnico ma non può essere considerato un costo eccessivo. Certo, se invece si dovessero rendere necessari interventi più onerosi, sarebbe opportuno che le istituzioni individuassero forme di incentivazione attraverso bandi costruiti ad hoc, magari all’interno dei Distretti urbani del commercio. Non va infatti dimenticato che i negozianti stanno comunque attraversando un periodo di grande difficoltà, con il crollo dei consumi, l’aumento delle tasse e le molte pendenze burocratiche. Non possiamo rischiare di avere il paradosso di trovarci con più saracinesche abbassate cha barriere architettoniche insuperabili. Quindi, ognuno faccia la sua parte e non voglio neppure pensare – chiosa Sangalli, con una battuta – che ci chiedano di pagare la Cosap sulle pedane installate…».

Il tema è oltremodo importante in vista di Expo. Il leader di Confcommercio ha conservato i dati di un recente studio della Bocconi, secondo il quale le barriere architettoniche potrebbero causare la perdita di circa 900 mila potenziali visitatori (tra disabili e loro accompagnatori o familiari), abituati a migliori standard di accoglienza, soprattutto nelle città del Nord Europa. «Se vogliamo davvero realizzare una smart city e presentarci al mondo come città accogliente e inclusiva dobbiamo attuare tutti insieme un progetto ampio che investa tutta la città e favorisca tutte le persone disabili».

da Il Corriere della Sera del 13-01-2014

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