Scuola e universita’, ancora tante le difficolta’ per i diversamente abili di Trieste

TRIESTE. Per alcune persone disabili, soprattutto se divenute tali a seguito di qualche incidente, accettare la propria condizione è molto difficile. Ma quando la città nella quale queste persone vivono è anch’essa un ostacolo al perseguimento di una vita normale, mettersi il cuore in pace diventa un’impresa. Essere diversamente abili a Trieste, infatti, non è per niente facile (nella foto un’opera degli artisti di strada norvegesi Dolk e Pøbel sulla disabilità).

La propria vita viene subito condizionata da tante piccole barriere, sia architettoniche che psicologiche. Mettiamo per esempio il caso di Erica (personaggio di fantasia). Ha quattordici anni, è fisicamente disabile dalla nascita, e quest’anno deve scegliere la scuola superiore dove iscriversi. Contrariamente a i suoi compagni però, Erica non può scegliere qualunque istituto, poiché la maggior parte di essi sono sprovvisti di ascensore e bagni consoni. Le opzioni si riducono dunque a tre: Galilei, Carducci o Sandrinelli.

Premesso che non ha alcuna predisposizione per la matematica, Erica sceglie il Carducci. Ma le limitazioni non sono finite qui: la ragazza non può partecipare all’Open Day perché questo viene organizzato nella sede succursale, paradossalmente dotata di bagno adatto ma senza ascensore. Erica deve quindi accontentarsi di un appuntamento privato alla sede centrale, dove c’è tutto ciò che serve, compresi i montascale per accedere al giardino. I bagni sono nel sotterraneo e l’ascensore è quasi sempre occupato da chi non ne ha bisogno, ma è un problema superabile con una buona dose di pazienza e parecchio controllo della vescica. Qui almeno si sa che, prima o poi, in bagno ci si arriva

Supponiamo che siano passati cinque anni: Erica frequenta l’Università di Trieste ma la vita non è molto facile neanche qui. C’è un ufficio che assiste i disabili; fornisce tutti i tipi di ausili didattici, il trasporto con mezzi attrezzato e l’accompagnamento a mensa. Per i trasporti però la richiesta va presentata una settimana prima quindi, quasi sempre, sarà approssimativa. Ma nel caso di annullamenti e imprevisti vari gli autisti sono disponibili, quindi non c’è quasi problema. Per il bagno invece, Erica deve trovare una persona di sua fiducia da pagare con il Fap del Comune. Al momento questo servizio non viene offerto, anche se l’Università sta cercando una soluzione gratuita come per gli altri supporti.

Ma i problemi di Erica non finiscono con l’uscita da scuola. Mettiamo che voglia andarsi a fare un giretto in autonomia, magari con una carrozzina elettrica. Dirlo è facile, farlo molto meno: un autobus su tre ha spesso la pedana che non funziona. Il più delle volte ciò è vero, altre volte è proprio l’autista che non sa farla funzionare. In questi casi sono obbligati a far arrivare un altro bus con scivolo funzionante. Anche se per Erica significa uno spreco di tempo, lei comprende che, in questo caso, si sta facendo tutto il possibile per venirle incontro. Sempre meglio di quando l’autista è andato avanti dritto fingendo di non vederla, o di quando si è dovuta sorbire i lamenti delle vecchiette (in piedi) che non volevano spostarsi dal posto assegnato alle carrozzine.

Qualcuno potrebbe dirle: «Beh, fatti una passeggiata in città e hai risolto il problema», ma Erica sa che non sarebbe così. Certo ci sono gli scivoli, sulla maggior parte dei marciapiedi, ma chi garantisce che davanti non ci sia qualche macchina parcheggiata, rigorosamente senza tagliandino arancione? O, ancora peggio, parcheggiata per lungo sul marciapiede, che magari è già stretto di suo?

La città, poi, non è esente dal solito problema dei bagni. I locali che ne hanno uno accessibile sono ancora pochi, e alcuni sono stati progettati da architetti che la disabilità, evidentemente, non sanno cosa sia. Per dirne una, sono capaci di posizionare un water ufficialmente a norma in uno spazio in cui un normodotato avrebbe difficoltà a girarsi. Ma ci sono casi paradossalmente peggiori, tipo: bagno largo, lavandino comodo ma wc senza maniglioni. Domanda: come si arrangia qualcuno da solo? Viva la privacy!

di Silvia Luisa

da Trieste All News del 15-01-2014

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...