La pavimentazione sospesa. il percorso per non vedenti…

In pieno centro a Campobasso c’è una striscia gialla in gomma di 200 metri destinata a chi ha problemi di vista. Il progetto, realizzato dal Comune nel 2010 è bollato come “inutile” sia dal geometra che l’ha realizzato, Donato Pascale, sia dal presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Campobasso, Annamaria Di Stasio. Il costo sostenuto per ogni singola mattonella è stato di 40 euro, molte sono saltate rendendolo, oltre che inutilizzabile anche pericoloso. “Chiediamo alle Amministrazioni un dialogo – dicono dall’Uic – affinché si possano stabilire le priorità di intervento che ci riguardano da vicino, senza che ci sia un ulteriore dispendio di denaro pubblico in progetti che non ci aiutano”.

di Valentina Di Biase

CAMPOBASSO. Il percorso tattile in via Pietrunto
Campobasso. Una pavimentazione sospesa, che non inizia e non porta da nessuna parte, di cui si ignora l’utilità e che molti scambiano per una pista ciclabile un po’ “particolare”.
Stiamo parlando del percorso tattile per non vedenti, ipovedenti e retinopatici che si trova in via Pietrunto: 200 metri di strada che si interrompono bruscamente all’inizio e alla fine del marciapiede in pieno centro a Campobasso.
Il progetto per eliminare le barriere architettoniche risale al 2010, ed è stato realizzato dal geometra Donato Pascale sotto richiesta dell’ingegnere Nicola Cefaratti (attuale assessore alla Viabilità di palazzo San Giorgio) ma, così strutturato, non facilita né porta migliorie alle condizioni di viabilità dei non vedenti del capoluogo.
Lo stesso Donato Pascale ci dice: «Fare il percorso tattile solo per via Pietrunto non risolve niente, perché se una persona non vedente vive in periferia deve essere comunque accompagnata fino in centro. Andava fatto un monitoraggio di ogni singola persona, vedere dove abitava, fare un’indagine per studiare gli spostamenti abituali e creare percorsi su misura. All’epoca io mi impegnai per cercare di risolvere la situazione ma non ho mai avuto risposte concrete; dal 2010 a oggi poi nessuno dopo di me se n’è più occupato, invece il discorso andava sviluppato. Molta gente non sa nemmeno che cos’è, non c’è una consapevolezza tale da poter comprendere una pavimentazione del genere, che tra l’altro è anche costosa».
Quanto costa un percorso tattile di questo tipo?
«Più o meno viene a costare 40 euro a mattonella, costa molto perché sono mattonelle particolari. Hanno provato a fare qualcosa di simile alla stazione, anche se quel tipo di pavimentazione non va bene perché è in pvc, un materiale che si logora facilmente e che non fa scivolare il bastone del non vedente che rischia di inciampare».

Dello stesso parere è il presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Campobasso, Annamaria Di Stasio: «Quel lembo di pavimentazione tattile è completamente inutile, direi anche ridicola, in primo luogo perché è pericolosamente vicina ai pali della luce non segnalati e in secondo luogo perché è impraticabile in quanto parte subito dopo le ringhiere agli angoli dell’incrocio con via Vittorio Emanuele; ringhiere che, paradossalmente, impediscono a un non vedente di arrivare al percorso da solo, costringendolo ad attraversare la strada, di per sé pericoloso anche per una persona che vede».
«Tre mesi fa, – continua la Di Stasio – c’è stato il 93° anniversario dell’Unione Italiana Ciechi, una settimana interamente dedicata alle attività e ai servizi che promuoviamo, con manifestazioni, seminari e conferenze stampa per sensibilizzare le Amministrazioni locali a una maggiore partecipazione e consapevolezza dei nostri disagi, ma ancora siamo in attesa di risposte.
Non è solo il percorso tattile a crearci dei problemi, manca una sensibilità generale alla nostra condizione, le persone non sanno cosa significa non vedere e quanto può essere difficile vivere in una città non adatta ad agevolarci; basti pensare a tutti i cartelloni pubblicitari e, da qualche anno, agli enormi tranci di pizza di cartone che invadono i marciapiedi, lì se una persona disabile cade di chi è la colpa? Per noi diventa difficile, se non impossibile, fare qualsiasi cosa da soli, i semafori vicino agli attraversamenti pedonali non sono dotati di dispositivo sonoro, i mezzi di trasporto pubblici non sono a norma e non sempre si fermano, i luoghi pubblici non hanno strutture adatte… 200 metri di strada tattile vicino alle poste centrali e nemmeno una rampa per poterci effettivamente entrare.
Quel che è certo è che nessuno dei non vedenti di Campobasso ha tratto giovamento da quel percorso».
Anche perché, con il passare del tempo e senza manutenzione, le mattonelle della pavimentazione si stanno gradualmente logorando, alcune addirittura sono venute via compromettendo ulteriormente la sicurezza delle persone non vedenti, ipovedenti e retinopatiche.

L’intenzione della Giunta comunale, come risulta dalla deliberazione n. 127 dell’8 aprile 2010, era di impegnare le strutture tecniche preposte a organizzare un monitoraggio per accertare la reale presenza di non vedenti nel capoluogo e di studiarne i percorsi dall’abitazione ai luoghi di lavoro e di maggiore afflusso, predisponendo – insieme all’Uic – un piano d’intervento per l’eliminazione di barriere architettoniche e la realizzazione di percorsi tattili in prossimità dei luoghi pubblici maggiormente frequentati.
Ma questa, appunto, resta effettivamente solo una delibera di intenti, scaturita da precise disposizioni legislative statali, nello specifico la legge 104 del 1992 per il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia della persona con handicap, a cui, fino a ora, non è seguito nessun intervento concreto.
«Noi come Uic di Campobasso – continua la Di Stasio – chiediamo alle Amministrazioni un dialogo, affinché si possano stabilire le priorità di intervento che ci riguardano da vicino, senza che ci sia un ulteriore dispendio di denaro pubblico in progetti che non ci aiutano».
da PrimoNumero.it del 16-01-2014

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