Ascensore per i disabili. Ponte abbatte le barriere

Una delibera “sociale” della giunta comunale recepisce alcuni principi europei. Gli impianti per persone con difficoltà motoria potranno essere anche esterni.

PONTE NELLE ALPI. Il Comune di Ponte “fa scuola” in materia di abbattimento delle barriere architettoniche. Mercoledì la giunta ha approvato una delibera, tra i primi esempi in Italia, nel campo dell’edilizia privata. «Si potrebbe definire una delibera “sociale”», sottolinea il sindaco Paolo Vendramini, «in quanto viene incontro alle persone che hanno difficoltà fisiche nell’accedere e nell’uscire dalle loro abitazioni». Il testo predisposto dagli uffici prevede l’installazione di ausili o impianti di sollevamento, nonché ascensori esterni, che favoriscano le persone con disabilità, consentendo loro una migliore qualità di vita e delle relazioni sociali. «La delibera è totalmente nuova», aggiunge Vendramini, «e prende in considerazione le normative europee. Chi si è occupato della sua stesura (Venerio Levis e Domenica Azzalini dell’Ufficio edilizia privata e i Servizi sociali) ha dovuto studiare a lungo il testo. A livello nazionale non c’è infatti una norma ancora ben definita in questo senso e purtroppo in Italia siamo un po’ indietro rispetto ad altri paesi per interventi che garantiscono pari accessibilità ai soggetti disabili e con limitazioni motorie». Sempre sul fronte normativo, c’è anche la questione urbanistica, che fissa e impone determinate distanze che le abitazioni private devono avere l’una dall’altra. Senza considerare i volumi. «Con questa delibera, partendo dal presupposto che gli ausili sono necessari e rappresentano quindi un bisogno primario, si va in deroga alle distanze stabilite dal decreto ministeriale del 1968», dice ancora Vendramini. «Questo perché ascensori esterni, ausili o impianti di sollevamento non vengono classificati come manufatti fissi, ma come ausili necessari». In aiuto in questo senso viene anche la recente legge regionale 32 approvata nel 2013, la quale dispone che “ascensori esterni e sistemi di sollevamento al fine di migliorare l’accessibilità agli edifici sono da considerarsi volumi tecnici, esclusi pertanto dal calcolo del volume o della superficie”. L’impegno del Comune è partito a seguito di una richiesta presentata da un cittadino con problemi di deambulazione. A questa se ne sono poi aggiunte altre. «Chi chiederà di poter costruire questi ausili dovrà dimostrare tramite il servizio sociale e sanitario le condizioni fisiche impeditive all’uso delle scale», precisa Vendramini, «che si tratti di handicap, invalidità civile o altre patologie. La realizzazione degli impianti è a carico del privato, che può usufruire dei contributi economici che vengono stanziati, per esempio, dalla Regione, anche in base all’Isee». Ponte non è nuova a iniziative per favorire la pari accessibilità: dopo l’abbattimento delle barriere architettoniche, un esempio per tutti quelle del municipio, l’ultimo intervento è stato quello in viale Dolomiti con la creazione dei percorsi tattili per ipovedenti.

di Martina Reolon

da Il Corriere delle Alpi del 18-01-2014

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