Disabili, anziani e bambini tre percorsi in centro storico senza barriere architettoniche

TREVISO. Marciapiedi sconnessi, barriere architettoniche, passaggi invalicabili. Uno staff composto da architetti e tecnici ha percorso palmo a palmo la città assieme ad un ragazzo in carrozzina, facendo una «mappatura» delle criticità del centro storico, osservato con l’occhio critico di chi vive con una disabilità. Il motivo? Creare tre percorsi protetti all’interno delle mura cittadine che permettano a disabili, ma anche ad anziani e bambini, di godere delle bellezze di Treviso, girandola in lungo e in largo. Un progetto ambizioso quello sul quale sta lavorando l’assessore comunale ai lavori pubblici e allo sport Ofelio Michielan. «Siamo partiti con l’idea di trovare spazi per l’attività motoria, sulla linea della Carta di Toronto, strumento che promuove uno stile di vita attivo e sostenibile per tutti – spiega Michielan -. La prima cosa da fare è stato verificare le segnalazioni delle criticità e per questo abbiamo fatto un tour della città, constatando le difficoltà di spostamento per chi è portatore di disabilità. L’idea è quella di creare tre percorsi diversi, da definire secondo un colore o un simbolo, focalizzando l’attenzione sui disabili, sui bambini e sugli anziani. E’ un lavoro ancora in itinere, sul quale sta lavorando uno staff di specialisti e al quale potranno essere apportate modifiche e cambiamenti». La fase esecutiva del progetto, superato lo studio, dovrebbe partire entro fine febbraio. I tre circuiti, oltre a favorire la mobilità di chi si muove in carrozzina, avrebbero un fine turistico: quello di incrociare diversi itinerari attraverso il centro città, dai musei agli scorci più caratteristici. «Abbiamo immaginato così i tre itinerari: quello che collega musei e palazzi storici, uno lungo i canali e il terzo che attraversa le parti che potremmo definire misteriose della città – precisa Michielan -. Saranno indicate le lunghezze dei percorsi, così da permettere a chi si mette in cammino se vuole farne uno più lungo o più corto, con tabelle relative anche al beneficio per la salute che ne deriva muovendosi a piedi, o in bici, nella città. A quel punto i possibili sviluppi sono innumerevoli: dai totem informativi ai supporti «in linea» tramite smartphone».

di Alberto Beltrame

da Corriere del Veneto del 17-01-2014

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