La Rete si schiera con Gavino Fadda

SASSARI. È stato letteralmente travolto dagli attestati di solidarietà, Gavino Fadda, il tetraplegico osilese che nei giorni scorsi ha lanciato il suo messaggio-provocazione per richiamare l’attenzione pubblica sulla problematica inerente la sessualità delle persone disabili. Centinaia di “mi piace” nei diversi profili Facebook su cui è comparso il messaggio, e decine di commenti, a significare che, ancorché delicato, il tema è presente alla coscienza di molti e non solo dei disabili. “Grande Gavino”, “giusta rivendicazione, diritto sacrosanto”, “bravo Gavino, ci voleva un po’ di rumore”, “alle nostre istituzioni i problemi degli italiani non interessano, purtroppo”, “sono loro i disabili mentali”, “la tua forza e il tuo coraggio sono di grande esempio, ti adoro amico mio”: sono solamente alcuni, i più sintetici, dei tanti interventi sulla tematica sollevata da Gavino Fadda. Così, l’idea della figura dell’assistente sessuale per le persone disabili, seppure ancora tutta da delineare, inizia a farsi largo nei commenti della gente. Con qualche sorpresa, anche, per lo stesso interessato. «Anche a Osilo – testimonia Gavino – pur a fronte di inevitabili ironie e risatine, molte persone hanno capito ed hanno condiviso il mio messaggio. È un segnale incoraggiante, che può portare ad una maturazione collettiva sul tema dei bisogni e dei diritti delle persone disabili». E che l’argomento sia di grande attualità, lo si è visto dall’interesse che il messaggio di Gavino Fadda ha suscitato sugli organi di informazione tradizionali e nel web. «Digitate il mio nome su Google», ha postato Gavino sul suo profilo Facebook. Ed in effetti, digitando “Gavino Fadda” viene fuori che sono decine i siti internet che hanno ripreso e rilanciato la notizia. In molti casi, vengono fornite anche informazioni e consigli pratici. Maximiliano Ulivieri, un web designer affetto da distrofia muscolare, collaboratore del Fatto Quotidiano, ha scritto a Gavino: «Salve Fadda. Ho visto l’articolo. Non conoscevi il nostro progetto? Stiamo creando questa figura in Italia. Pensavo mi avessi visto. Siamo stati in Rai, a Le Iene e sui giornali come Vanity Fair. Comunque, questo é il sito e mi piacerebbe poter metterci all’interno la tua storia». Max Ulivieri ha creato i siti loveability.it e assistenzasessuale.it, che trattano di amore e sessualità nella disabilità. La battaglia di Max Ulivieri ha prodotto, inoltre, il riconoscimento del suo gruppo come associazione di volontariato, che consente agli associati di partecipare ai corsi di formazione per iniziare a esercitare come volontari. Una ulteriore conferma dell’attualità del tema, viene dal sondaggio proposto qualche tempo fa da “Disabili.com”, da cui era risultato che sette disabili su dieci «si rivolgerebbero volentieri a un assistente sessuale». «Ora – conclude Gavino Fadda – si tratta di non lasciar cadere l’argomento, e di estendere la presa di coscienza e la sensibilità. Una ipotesi, oltre a quella di creare la rete fra le persone e i siti che si occupano del problema, potrebbe essere quella di organizzare un momento di riflessione con esperti del tema».

di Mario Bonu

da La Nuova Sardegna del 19-01-2014

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