Sigilli alla discoteca inaccessibile ai disabili

Sentenza. Multa ai Magazzini Generali. Una giovane in carrozzina non riuscì a entrare. Il locale chiude per un mese.

MILANO. La sanzione è di quelle destinate a far discutere. I Magazzini Generali, una delle discoteche più note di Milano, hanno ricevuto una multa di 516 euro e sono obbligati a chiudere per un mese intero. A imporre i sigilli al locale di via Pietrasanta è il Comune di Milano, che ha accolto un’istanza presentata dall’associazione a tutela dei disabili Ledha. Il motivo? Lo scorso marzo una ragazza sulla sedia a rotelle non ha potuto assistere a un concerto all’interno del locale a causa delle barriere architettoniche. Impossibile per leiarrivata apposta da Bergamo per ascoltare i Black rebel motorcycle club – superare i gradini dell’ingresso. La sua carrozzina elettrica è risultata troppo pesante anche per i buttafuori che, di solito, non ci mettono né uno né due a sollevare le sedie dei giovani disabili che frequentano la discoteca.
«Questo provvedimento ha un valore fondamentale – commenta Franco Bomprezzi, presidente di Ledha – . Si tratta del primo riconoscimento pubblico del pieno diritto delle persone con disabilità a vedere garantita l’accessibilità dei locali, senza alcuna discriminazione ».
La richiesta di chiusura del locale, si legge nell’istanza scritta dall’avvocato Gaetano De Luca – trova le sue ragioni anche nel fatto che «il titolare dei Magazzini Generali ritenuto che l’attuale sistema di accessibilità consenta di scongiurare l’addebito di condotte discriminanti ».
Una richiesta accolta dal Comune di Milano. Per i dirigenti comunali, il «servizio di sollevamento » carrozzine messo in atto dai Magazzini Generali non può essere definito una metodologia per il superamento delle barriere architettoniche. Semmai «una pratica estemporanea per sopperire a una situazione di emergenza e non tecnicamente idonea». Nel caso in cui i Magazzini Generali decidano di opporsi alla sanzione, Ledha andrà fino in fondo e affiancherà il Comune per sottolineare che si tratta solo di una sanzione «simbolica. Il provvedimento avrebbe potuto essere molto più pesante ma non si è voluto infierire sull’attività del locale» spiega l’avvocato De Luca.

di Maria Sorbi

da Il Giornale.it del 18-01-2014

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