Caro sindaco, provi a muoversi a Trieste in sedia a rotelle

So bene che quanto sto per scrivere non è una novità e che è una situazione comune a tutte le nostre città. Però so altrettanto bene, lavorando per il mondo sociale dal 1994, quanto Trieste sia una città più attenta delle altre al disagio sociale in generale, considerando anche che la sua popolazione ha un tasso di anziani elevatissimo. Almeno l’ho creduto! Ieri mi hanno accompagnata a fare delle visite mediche… certamente ora per me attraversare delle strisce pedonali mette non poca ansia anche se le auto sono chiaramente ferme al loro semaforo rosso, ma la città di Trieste è inadeguata per chi si muove su una sedia a rotelle e quindi anche per i citati anziani suoi abitanti. Marciapiedi che sembrano devastati da un bombardamento tanto che risulta difficile persino farsi trasportare salvo che non sia Hulk, e sperare di non avere fratture, collare, etc… così almeno ti risparmi le dolorose vibrazioni! In questa mia brevissima esperienza ho visto una signora anziana perdere l’equilibrio… ripresasi al volo! Marciapiedi così stretti che con una sedia a rotelle sei costretto a “camminare” sulla strada, con i veicoli che ti sfiorano sfrecciando e i loro autisti che ti guardano con la chiara espressione sul volto che scrive: “…ma che caxxx!!! non potresti andare sul marciapiede? Già sei combinato male!..”. Anche gli anziani camminano sul ciglio stradale perché i marciapiedi sono instabili con la stessa scena dei veicoli…. Marciapiedi così alti che ci vorrebbe un ascensore per salirci, tutto ciò costringendo a percorrere molti più metri di quanti ne dovresti fare per raggiungere la destinazione… che per me era l’ospedale! non il bar per l’aperitivo! Che per gli anziani è spesso fare un minimo di spesa o andare dal medico… Ed ecco che mi rispondo quando vedevo anziani azzardare attraversamenti “irregolari” ed essere investiti, mi rispondo quando i nostri operatori sociali lamentano difficoltà operative e la fatica fisica che costa nel trasporto di disabili, per una paga da fame cercando di rendere una giornata “normale” a chi non è autonomo, mi rispondo su tante altre cose ovviamente ma non mi dilungo. Quello che segnalo è in sintesi quanto sia facile sventolare la bandiera del “sociale” riempiendosi la bocca di tante belle parole, di tanti fantastici propositi, di meeting e riunioni, progetti…per concludere che gli ipotetici beneficiari di tutto ciò forse hanno altre più semplici priorità. Del resto non è diverso da quello che accade a livelli più alti… il nostro governo… che fa tanto inutile chiasso quando ai beneficiari (il popolo italiano) serve “vivere” una più serena quotidianità! Signor sindaco, diamo una dimostrazione che la nostra città è differente! (D.A.)

da Il Piccolo di Trieste del 23-01-2014

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