Disabili in aeroporto. La beffa continua….

Una lettera di denuncia. Ennesima conferma che l’Italia è un Paese in cui le leggi sono fatte e applicate solo per i poveracci.

TORINO. Mio marito, invalido al 100%, disabile con regolare permesso di circolazione e sosta per un veicolo di proprietà di un portatore di handicap, il 16 novembre 2013 all’aeroporto di Caselle si immetteva con l’auto nella corsia che dal 3 aprile 2013 è riservata ai mezzi pubblici, ai taxi e ai veicoli con a bordo persone invalide.

A due mesi dal transito, perviene contravvenzione con indicazione generica della violazione: “non rispettava le limitazioni all’accesso nelle corsie determinate nell’ordinanza della direzione Aeroportuale n° 8/2013”, senza alcuna indicazione delle limitazioni violate.

A qualche giorno dal pagamento della sanzione, effettuato immediatamente per usfruire del pagamento in forma ridotta (euro 73,80 anziché 99,00), vengo a conoscenza che il veicolo con a bordo la persona disabile poteva percorrere la corsia senza incorrere in alcuna contravvenzione: sarebbe stato sufficiente segnalare entro 10 giorni dal transito l’avvenuto passaggio con numero di targa della vettura intestata al disabile e con lo stesso a bordo.

Ho telefonato al Comando della Polizia Municipale di Caselle e la gentile agente che mi ha risposto, pur esprimendo piena solidarietà, mi ha informato che non si può più fare ricorso, che sarebbe stato accolto, perché la sanzione è stata pagata e quindi accettata.

Certamente in aeroporto o in prossimità della corsia ad accesso limitato saranno esposte le condizioni per il passaggio, compresa la clausola che occorre segnalare entro 10 giorni l’avvenuto transito nella corsia riservata ma, guidando, è un po’ difficile leggere le condizioni e le procedure da effettuare a posteriori, si può solo “leggere” un cartello segnaletico, cosa che mio marito ha fatto, percorrendo quindi una corsia il cui utilizzo gli era consentito. Inoltre, un invalido ogni volta che si muove da casa e si immette in una corsia o in una zona riservata ai portatori di handicap, per complicargli ancora un po’ la vita, deve trasmettere comunicazione a qualcuno, non esiste un database nazionale dei permessi e delle relative targhe cui sono assegnati?

Bene, al di là di ogni considerazione, la famiglia di un disabile ha dato il suo piccolo contributo economico supplementare al risanamento dell’Italia, con la speranza che almeno non sia destinato al rimborso a qualche politico di spesucce personali finite, magari a sua insaputa, tra quelle istituzionali e di rappresentanza!!! (Olga T. )

da La Stampa del 22-01-2014

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