Hotel rifiuta cane guida di una cliente cieca

Un hotel del lago accetta, solo in extremis, il cane-guida accompagnatore indispensabile di una signora non vedente. La segnalazione è giunta ad Antonino Pipitone, medico, consigliere regionale capogruppo dell’Idv, impegnato il 21 gennaio in un’audizione in Consiglio regionale, in cui erano presenti associazioni di non vedenti.
Racconta: «Ho ricevuto la segnalazione di una bellunese non vedente che mi ha informato di quanto le stava capitando. Aveva prenotato una stanza in un albergo provvisto di parco sulla sponda veronese del Garda. Telefonando ha specificato d’essere non vedente e d’essere quindi accompagnata da un cane-guida. L’albergo ha però risposto, via mail, facendo presente che il cane non sarebbe potuto entrare nella struttura come ogni altro animale. La signora ha dunque risposto con una successiva mail in cui fa riferimento ad un punto della legge 34 del 1974, che recita “il cane-guida può entrare in qualsiasi esercizio aperto al pubblico… E’ inoltre escluso dai divieti relativi al non permettere l’accesso degli animali in spiaggia, parimenti ai cani destinati al salvamento… E’ esonerato dall’obbligo di portare la museruola a meno che non sia richiesto in una data situazione… dall’obbligo di avere al seguito paletta e sacchetto per la raccolta delle deiezioni… dal pagamento del biglietto per i mezzi pubblici e può accompagnare il non vedente anche su traghetti e aerei in Italia e all’estero».
Poi Pipitone rileva: «In un altro punto la legge recita che tale cane rappresenta “gli occhi” per il non vedente e quindi non deve essere allontanato dal diversamente abile visivo che accompagna». Aggiunge: «La direttiva europea 1107-2006, riguardante il viaggiare in aereo col cane-guida, precisa che, “qualora sia richiesto l’utilizzo di un cane da assistenza, sarà possibile purché ne sia fatta notifica al vettore aereo”. Viste tali normative», dice il consigliere, «ci pare impossibile che un cane così importante non sia stato accettato subito e sia stata la signora a dover far conoscere all’albergatore i propri diritti e le normative che tutelano i non vedenti».
I fatti, poi, hanno preso, forse non a caso, tutt’altra piega: «Dopo l’iniziale no, l’albergo ha mostrato un’apertura parziale, chiedendo se fosse possibile che il cane non frequentasse certi luoghi. Infine, preso atto della legge, la signora è stata accettata col cane». Non solo: «Poche ore fa ho avuto notizia che la direzione dell’hotel le ha telefonato facendole sapere che il primo pernottamento le sarà offerto quale scusa per l’incomprensione». Chiude: «Siamo lieti che la situazione si sia chiusa positivamente, resta l’amarezza per il fatto che questi casi accadono in altri luoghi ed esercizi pubblici. Lunedì presenteremo una mozione in Consiglio regionale, indirizzata al presidente della Regione Luca Zaia e all’assessore competente, chiedendo di informare tutti gli esercizi commerciali della normativa che tutela i non vedenti per evitare il ripetersi di fatti che possono umiliare e ferire». Chiude: «Ad ogni modo la legge prevede che i gestori che impediscano o ostacolino direttamente o indirettamente l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane-guida siano soggetti a multe dai 500 a 2.500 euro».

di Barbara Bertasi
da L’Arena del 25-01-2014

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