Diversamente abili: istruttori subacquei per offrire sostegno

BRESCIA. Un corso per formare nuovi istruttori subacquei in grado di offrire sostegno e divertimento alle persone diversamente abili. Un´esperienza del tutto nuova per Brescia, dove le barriere, come dice Valter Muchetti, assessore alle Politiche per una città sicura, stanno pian piano scomparendo. A proporla, la Federazione provinciale Fipsas di Brescia, in collaborazione con l´associazione sportiva «Aquas mundi sub club», nelle giornate del 31 gennaio, 1 e 2 febbraio. Tre giorni di lezioni pratiche e teoriche per approfondire le tecniche di interazione con chi possiede difficoltà motorie o intellettive, all´interno di un ambiente particolare quale è quello acquatico.
«Sott´acqua il peso non si sente e ciò permette anche a chi è diversamente abile di stare bene», spiega Paolo Tealdo, vicepresidente del comitato di settore didattica subacquea Fipsas e responsabile nazione della didattica subacquea per diversamente abili. «Ciò che noi vogliamo offrire a queste persone – chiarisce Tealdo – è la possibilità di vedere le bellezze dei nostri mari e divertirsi».
IL CORSO INTENSIVO, cui parteciperanno 19 candidati provenienti da tutto il nord Italia (a seguito delle lezioni, i partecipanti dovranno superare un esame di verifica), sarà tenuto da medici, psicologi, esperti del settore e istruttori già attivi in diversi progetti che coinvolgono adulti e ragazzi diversamente abili. Le lezioni pratiche, che si svolgeranno nelle piscine comunali di viale Piave e Lamarmora, vedranno la partecipazione di alcuni disabili, ma saranno più spesso i candidati stessi a doversi calare nella parte, imparando davvero cosa significhi avere deficit motori. L´iniziativa serve a dare risposta ad una sempre più crescente presa di coscienza dei benefici fisico-psicologici che le discipline subacquee offrono ai diversamente abili. La partecipazione all´attività motoria e sportiva favorisce l´integrazione, la socializzazione e l´autonomia delle persone con disabilità, aumentando le possibilità di un recupero di salute psicofisico.
Grazie al progetto «Siamo tutti diversamente abili», proposto da Aquas mundi, un gruppo di ragazzi parteciperà a lezioni pratiche e teoriche per l´acquisizione di nozioni di acquaticità e di subacquaticità, ma anche ad immersioni in mare e test di verifica. Il metodo di lavoro, con la compresenza di competenze professionali diversificate ma egualmente rilevanti, si basa sulla convinzione che si debba intervenire per ridurre la percezione di handicap. E lo sport rappresenta un alleato di grande valore: può non soltanto facilitare un equilibrio fisico e psicomotorio, ma anche una maggiore autonomia personale, intervenendo sulla percezione di controllo positivo sugli eventi esterni.

di Federica Pizzuto

da Bresciaoggi del 29-01-2014

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