La parrocchia, casa aperta a tutti

Dal Movimento apostolico ciechi un premio a chi accoglie le persone con disabilità visiva.

ROMA. Un premio per le parrocchie che si impegnano per coinvolgere nelle loro attività e accogliere le persone con disabilità visiva: a lanciare l’iniziativa, giunta alla terza edizione, è il Movimento apostolico ciechi (Mac), che ha voluto intitolare il riconoscimento a don Giovanni Brugnani, «primo presbitero responsabile del Mac, dopo il riconoscimento della Santa Sede il 25 ottobre 1960». Don Renzo Migliorini, assistente ecclesiastico nazionale dell’associazione, tiene a sottolineare l’importanza di questo evento per la missione del Mac, «in quanto dà impulso al principio che, nell’ottica del progetto globale di vita, l’inclusione è sempre possibile e favorisce la diffusione di esperienze realizzate all’interno delle parrocchie per l’annuncio della fede e la partecipazione alla vita della comunità delle persone con disabilità visiva o con pluriminorazioni psicosensoriali, o più in genere con disabilità». Inoltre il premio si propone anche di fare memoria dei coniugi Adriano Paci Mugnai e Giovanna Brugnani, sorella di don Giovanni e benefattrice del Movimento insieme a suo marito.
Presso il centro di formazione «Casa Fusetti» a Corbiolo di Bosco Chiesanuova ( Verona), qualche mese fa si è tenuto un seminario per i parroci e catechisti delle parrocchie che hanno partecipato alla prima e alla seconda edizione del Premio, protagoniste di progetti inclusivi: da San Gaetano di Milano a Santo Stefano di Rosate (nella provincia meneghina), da Santa Maria Assunta di Corteno Golgi (Brescia) a Sant’Antonio da Padova di Battipaglia, nel Salernitano, fino alla chiesa di Gesù Redentore a Modena. «Seppure con esperienze molto diverse tra loro, queste parrocchie hanno sperimentato strategie e linguaggi per comunicare ai disabili, anche gravi, il messaggio di fede in tutta la sua interezza, anche se trasmesso nella essenzialità dei contenuti», evidenzia don Migliorini, sottolineando che «in tutti i casi i destinatari finali dei progetti realizzati non sono state soltanto le persone disabili ma l’intera comunità parrocchiale, che si è aperta all’accoglienza verso tutti». Inoltre, i partecipanti hanno testimoniato che il premio «ha fatto crescere nelle parrocchie la sensibilità e la cultura dell’accoglienza verso tutti quanti, perché – come insegnava don Lorenzo Milani – ciascuno, colto nella sua specificità, con le sue caratteristiche, con i suoi pregi e i suoi limiti, possa essere aiutato a sentirsi parte attiva nella vita della comunità», conclude l’assistente nazionale del Mac. Per informazioni, http://www.movimentoapostolicociechi. it.

II riconoscimento, giunto alla terza edizione, è intitolato a don Giovanni Brugnani L’assistente del Mac don Renzo Migliorini: uno slancio al principio che l’inclusione è sempre possibile Un momento della consegna del premio

di Laura Baracchi

da Avvenire del 30-01-2014

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