E’ l’All Star Game piu’ bello Tutti in piedi a Masnago

VARESE. Sfida spettacolare e festa doppia: per la nazionale, alla prima uscita ufficiale dopo il quinto posto agli ultimi Europei in Germania e in vista del Mondiale in Corea a luglio, e per l’Handicap Sport Cimberio Varese, già promossa in A1, a cui la federazione ha assegnato l’organizzazione dell’evento che completa la festa per i trent’anni di attività. Nell’intervallo è in programma un’inedita gara di tiri da 3 punti: uno contro l’altro tre azzurri in carrozzina (Raimondi, Marchionni e Cavagnini) e tre giocatori della Pallacanestro Varese (Rush, Polonara e Balanzoni) si sfideranno nel tiro dalla lunga distanza. Tra gli azzurri ci sono Jacopo Geninazzi, da quest’anno in maglia HS Varese (già a Londra 2012 e all’Europeo di Francoforte della scorsa estate),con lui anche il varesino Nicola Damiano, da anni pezzo forte della Briantea Cantù. Ecco i convocati agli ordini di coach Dionigi Cappelletti: Fabio Raimondi, Cosimo Caiazzo, Galliano Marchionni, Marco Stupengo, Filippo Carossino, Nicola Favretto, Francesco Santorelli Ahmed Raourahi, Claudio Spanu e il capitano Matteo Cavagnini. Per gli All Star ecco Lindblom, Brown, Bienek, Nulens, Yeon Gim, Bell, Jordan Ruiz, Sagar, Macek, Sejmenovic, guidati dal coach Malik Abes. «È un onore per me e un onore per tutta la squadra essere qui, in un campo dove si è fatta la storia del basket – commenta Jacopo Geninazzi – e per me è un doppio onore giocare qui perché vesto anche la maglia di Varese». La stagione dell’HS da neopromossa in A2 è cominciata un po’ in salita, fino alla promozione raggiunta con la vittoria di sabato scorso: «L’inizio è stato complicato, poi direi che a metà stagione c’è stato un punto di svolta. È aumentata la coesione tra noi, l’unione di gruppo, è così che si raggiungono gli obiettivi. E siamo arrivati alla promozione». Stesso entusiasmo per la maglia azzurra: «Siamo un grandissimo gruppo, agli Europei non ci davano tra le prime dieci, e invece col quinto posto ora faremo i Mondiali. Dell’Italia non dico niente per scaramanzia, le nazionali più forti sono Australia, Inghilterra, e ci metto anche gli Usa». Il coach azzurro oggi porta i ragazzi del basket in carrozzina verso traguardi importanti: «Sono canturino – dice Dionigi Cappelletti – e amico fraterno di Recalcati: entrare in questo palazzetto mi fa sentire una bella aria. Spero nel pubblico e di poter dare una visione diversa del basket in carrozzina. È un seme per sostenere il movimento. Sarà partita vera. E se nei primi cinque minuti tutti saranno attratti dalle carrozzine, dopo vedranno solo grandi atleti».

di Francesca Amendola

da La Provincia di Varese del 08-02-2014

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