Passeggeri disabili e diritti di chi viaggia l’Italia finisce nel mirino della UE

ROMA. Italia distratta e insensibile, ritardataria e fuorilegge. Ancora una volta l’Europa punta il dito contro il nostro paese. Questa volta lo fa anche a nome degli oltre tre milioni e mezzo di disabili per i quali troppo spesso l’idea di spostarsi da casa è un sogno irrealizzabile perché gli autobus sono inavvicinabili, le città percorsi infernali densi di barriere architettoniche e le stazioni off limits perché mancano gli ascensori.
La Commissione Trasporti della Ue ci accusa infatti di violare le norme europee sui diritti dei passeggeri disabili, di non tutelare abbastanza chi viaggia in nave o compra pacchetti vacanze dal rischio di fallimenti e mancati rimborsi. Per questo ha avviato tre procedure d’infrazione con l’invio di lettere di messa in mora. Ora l’Italia ha due mesi per rispondere, se non fornirà risposte adeguate rischia di veder proseguire le procedure d’infrazione sino a ritrovarsi davanti la Corte di giustizia Ue.
«L’Italia è in ritardo su tutto: ha approvato solo un mese fa le linee programmatiche di intervento in materia di disabilità, da 15 anni i Comuni dovrebbero aver adottato i piani di eliminazione delle barriere architettoniche e ancora non si vedono. E la mancanza di fondi, ha detto l’Europa, non può essere un alibi per non rispettare i diritti fondamentali. La mobilità è uno di questi, è la vita per chi altrimenti resterebbe imprigionato in casa», chiarisce Alessandro Gherardi, consigliere dell’associazione Luca Coscioni.
Nel dettaglio Bruxelles ci rimprovera di non rispettare i diritti dei passeggeri disabili che usano i bus: rischiano di non potersi spostare in assenza di fermate predefinite in cui possono ricevere assistenza. Chi viaggia via nave poi corre il rischio di non vedere tutelati i propri diritti perché non è ancora operativa l’autorità garante per la verifica del loro rispetto. Problemi anche sul diritto al rimborso per chi compra pacchetti-vacanze in caso di fallimento dell’operatore turistico: il fondo nazionale preposto ai rimborsi non ha sufficienti risorse.

di Caterina Pasolini

da La Repubblica del 09-02-2014

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