Piazza San Giacomo senza rampa “Le belle arti dimenticano i disabili”

L’associazione scrive al ministro Bray: dal 2012 attendiamo una risposta per la struttura. «Sconcertante l’atteggiamento del rappresentante ministeriale in Fvg. Le chiediamo di intervenire».

UDINE. Una lettera al ministro del Beni culturali Massimo Bray – e per conoscenza alla presidente della Regione Debora Serracchiani e al sindaco Furio Honsell – contro Giulia Picchione, soprintendente per i beni archeologici del Fvg. La lettera è firmata da Ernestina Tam, in rappresentanza del coordinamento delle associazioni dei Disabili della provincia. «Esprimiamo profonda indignazione e sconcerto nei confronti di un rappresentante del Ministero da lei presieduto, nella figura del Soprintendente per i beni architettonici e ambientali del Friuli Venezia Giulia, per la continua indifferenza verso il progetto di realizzazione di una nuova rampa che deve risolvere il problema dell’accessibilità a tutti i cittadini, anziani, bambini e persone con disabilità, al plateatico della piazza più importante di Udine, città impegnata dal 1985 ad abbattere le barriere architettoniche nel centro cittadino e non solo. Le varie bocciature e l’assenza totale di risposte e giustificazioni ci lascia basiti e delusi non soltanto per l’aspetto tecnico quanto per l’aspetto umano, etico e morale». «Il comitato – continua Tam –, che rappresenta gli interessi delle principali associazioni di persone con disabilità della Provincia di Udine e fa parte della consulta regionale delle associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie Fvg Onlus, collabora ormai da circa due anni con gli assessori comunali competenti in tema di accessibilità e lavori pubblici e con i relativi tecnici per trovare una soluzione al dislivello, rappresentato da pochi gradini, che rialzano la parte centrale di piazza San Giacomo, nel cuore del centro cittadino, in una zona interamente pedonale». «La collaborazione del comitato con l’amministrazione comunale ha portato alla redazione di tre diversi progetti per la realizzazione di una rampa, modificati di volta in volta su osservazioni e indicazioni ricevute in forma non ufficiale da soggetti vicini agli uffici della Soprintendenza, nell’intento di presentare una soluzione corretta che interpretasse i dinieghi ricevuti. Il primo progetto risale al marzo 2012, immediatamente successivo al rifacimento del plateatico della piazza. L’ultimo a maggio 2013. A oggi non è ancora pervenuta una formale risposta dalla Soprintendenza, contravvenendo le norme nazionali che obbligano le pubbliche amministrazioni a fornire risposte chiare in tempi definiti affinché il richiedente possa avere un riscontro univoco e agire di conseguenza. Nel ribadirle tutta la nostra indignazione e sconcerto di fronte all’indifferenza e all’atteggiamento del Soprintendente regionale, le chiediamo un personale intervento».

da Il Messaggero Veneto del 09-02-2014

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