Quelle carrozzine travolte dalla gente. “Abbiamo toccato il cielo con un dito”

VARESE. «Vedere così tanta gente al palazzetto – ha detto Marinello – è gratificante, per tutti gli anni dedicati a questo progetto. Siamo sempre stati abituati a vedere poca gente alle nostre partite, perlopiù famigliari ed accompagnatori dei giocatori. E’ un messaggio importante: sugli spalti c’erano più di duemila persone e speriamo che tutta questa gente si innamori di questo sport e ci venga a vedere ancora. Siamo in crescita, e la giornata di sabato è stata davvero un bellissimo spot per il nostro movimento, da sfruttare per continuare a fare dei passi avanti». In questi giorni, la società varesina ha toccato il punto più alto della sua storia dal 1984 ad oggi. «Come dicevo, vedere il palazzetto pieno ci ha gratificato immensamente dopo tutto questo tempo dedicato alla nostra società. Da quando abbiamo cominciato, il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare la possibilità anche ai disabili di praticare sport. All’inizio, non c’erano strutture e le squadre erano davvero poche, ed erano anche pochi gli atleti ad interessarsi ad una realtà così». Ora, qualcosa è cambiato: «Oggi, chiunque voglia praticare sport ne ha le possibilità, e noi vogliamo che tutti vengano a conoscenza della nostra presenza. Speriamo di avvicinare più gente possibile alla pratica sportiva».Anche perché la prossima stagione la prima squadra giocherà in serie A1. «È il coronamento di un sogno, nell’anno del trentennale, ed è il frutto di duro lavoro e di promozione. Il discorso serie A è però da affrontare con atleti già pronti e di un certo livello: per la prossima stagione puntiamo ad avere una squadra competitiva, con atleti d’esperienza. Abbiamo già cominciato a dividere la rosa in due: una prima squadra che disputerà il campionato e un’altra formata dai nuovi arrivi, che si allenerà per migliorare e crescere, senza la pressione della partita da subito». Il palazzetto pieno di sabato, fa pensare. Perché oggi in Italia il basket in carrozzina richiama sempre più appassionati. «Vero – continua Marinello – perché a livello nazionale il movimento si sta allargando sempre di più. Fino a qualche stagione fa, erano solo poche squadre a contendersi lo scudetto, Roma, Sassari e Cantù. Ora sono almeno cinque o sei le formazioni che possono vincere il campionato. E, per di più, c’è una serie B a 24 squadre: un bacino molto importante, pieno di giovani». E poi c’è Varese: una squadra che si sta facendo conoscere in una città che respira basket. «L’ambiente di Varese è stato fondamentale per noi: soprattutto i colleghi della Pallacanestro Varese, che negli ultimi anni ci hanno aiutato tantissimo a rientrare nel mondo agonistico. In soli tre anni siamo arrivati in serie A, facendoci conoscere a livello nazionale, dopo qualche anno in cui siamo rimasti fermi per vari problemi». Intanto, tra qualche mese, ecco i mondiali di basket in carrozzina in Corea. «Ci troveremo a combattere con le nazionali più forti al mondo, ma tutto dipende dagli accoppiamenti. Le favorite sono Canada, Australia e Stati Uniti, noi forse non siamo ancora a quel livello, ma siamo comunque tra le prime 5-6 nazionali al mondo, anche perché il campionato italiano è molto competitivo. Abbiamo anche due atleti come Geninazzi, che ha preso parte alle Paraolimpiadi di Londra oltre a Mondiali ed Europei, e Roncari, già nazionale Under 22, che hanno tutte le carte in regola per andare in Corea».

di Alberto Coriel

da La Provincia di Varese del 10-02-2014

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