Occhi chiusi sulla Cina

Un’istantanea del Paese attraverso la vicenda di un non vedente: è “Blind Massage” del giovane Lou Ye, in gara a Berlino.

Alla quinta giornata di Berlinale apre il concorso un film della Repubblica Popolare Cinese, (coprodotto con la Francia), Tui Na (“Blind Massage”, del giovane Lou Ye.Ma ha perso la vista da bambino. Da allora l‘udito è la sua guida nella vita’. Lavora in un centro terapeutico di massaggi a Nanjing molto particolare. I suoi colleghi sono tutti non vedenti. Ognuno ha la sua storia: c’è chi la vista l’ha persa in miniera, chi ha il vizio del gioco. C’è il Dr. Wang, il direttore del centro, innamorato di una donna che sa che la famiglia non accetterà mai un non vedente. In Cina, oggi, crescere una figlia femmina è un investimento troppo grande per poter accettare un cieco.Cosa rende il film interessante? Con una camera che riesce a cogliere ogni movimento, ogni tocco di delle mani, mani che toccano anche l’anima, con un suono che coglie anche i fruscii più nascosti, il film regala un mondo di oscurità che resta un momento raro al cinema. Lou Ye, che nella sua pellicola ha utilizzato attrici e attori non vedenti, accompagna i personaggi per un pezzo di strada, indaga i loro sentimenti, le loro sensazioni e schizza un film di impressioni. Sperimentale nel montaggio ma allo stesso tempo un’istantanea della Cina di oggi.

da Il Sole 24 Ore del 13-02-2014

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