Viterbo citta’ di barriere architettoniche “Per i disabili solo percorsi a ostacoli”

VITERBO. Super-abile è la prima iniziativa del progetto Eiffel di Viterbo 2020 Young, per portare tra i giovani la voglia di fare, di innovare, di crescere.
Ed ecco i ragazzi 2020 accompagnare un disabile, Marco Olimpieri, per le strade della città e sperimentare con lui la gimkana quotidiana tra scalini, marciapiedi e strade del centro e non solo. Con Olimpieri anche Il Messaggero s’era avventurato in un tour per il centro nel dicembre 2012, documentando quanto possa essere difficile per un portatore d’handicap, che sia giovane o anziano, cittadino o turista, semplicemente passeggiare o prendere un caffè al bar a Viterbo.

«Da allora nulla è cambiato – afferma Olimpieri -. In Comune ad esempio, se voglio prendere l’ascensore, da solo non posso farlo perché non arrivo a spingere i tasti dei piani. Avevo espresso il desiderio che qualche politico provasse cosa significa vivere un giorno in carrozzella come me: almeno oggi ho trovato qualcuno che l’ha fatto e per me è già un bel risultato. A nome di chi è più debole come me, chiedo con forza che venga fatto qualcosa per eliminare le barriere architettoniche».

I 2020 con Fausto Maria Natali (responsabile Young) e il consigliere comunale Chiara Frontini hanno sperimentato insieme a Marco un giorno di ordinario disagio da casa sua, al Carmine, al centro ( Sacrario, via Marconi, via Matteotti…). «Il progetto Eiffel prende il nome dal famoso costruttore francese perché bisogna costruire con i fatti e non con le parole – dice Natali -. Per il 2014 ci occupiamo di disabilità».

«Ci siamo resi conto – spiega Frontini – che il primo grosso ostacolo è la viabilità: al Carmine attraversare la strada per Olimpieri è una roulette russa. Persino i cartelli stradali sono posizionati al centro dei marciapiedi impedendo il passaggio della carrozzina. Senza contare le auto lasciate in sosta sugli scivoli. Il peggio, c’è da dirlo, lo danno proprio le istituzioni, mentre qualche negoziante ha cominciato ad attrezzarsi con pedane mobili. Ma occorrono controlli, aggravi fiscali per chi non si mette in regola. Da questo tour ricaveremo un progetto che presenteremo in giunta, vaprogrammata una serie di interventi che in un capoluogo non sono più rimandabili». (A.Mar.)

da Il Messaggero del 11-02-2014

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