Disabili protagonisti ad Albosaggia

ALBOSAGGIA. Spa come benessere e H come handicap. O, meglio ancora, “Spa-H” letto tutto di seguito che diventa spacca, termine che nel gergo giovanile di oggi significa una qualcosa che diverte e coinvolge. Perché è proprio questo il senso (e il nome) del progetto rivolto alle persone diversamente abili alla cui realizzazione sta lavorando la Fondazione Albosaggia: intende divertire, coinvolgere e far sentire ognuno protagonista, nonché parte integrante di un gruppo. Per raggiungere questi obiettivi si opera su tre diversi tipi di attività, a cominciare da quella che nella bozza del progetto che diventerà presto realtà viene definita “Orti-cultura”, ossia avviare un’attività di produzione e vendita di ortaggi gestita da disabili. Poi ci saranno le attività sportive e l’arte. A spiegare quali sono i risultati che si vogliono raggiungere interviene il presidente della Fondazione: «Duplice è il risultato che questo progetto si aspetta: da una parte, offrire un servizio competente e di qualità alle persone disabili ed alle loro famiglie – pone l’accento Gelsi Bagini – e, dall’altra, promuovere nella cittadinanza una nuova cultura della disabilità, come un’occasione di crescita per tutti, grazie ad una presenza positiva ed operosa, capace di protagonismo e di socialità». L’idea, rimarca Bagini entrando nei dettagli della proposta che si sta portando avanti, è nata dalle esigenze manifestate dai famigliari di persone disabili, ai quali si presenterà nelle prossime settimane il progetto: «La scommessa sta nel proporre attività pedagogicamente strutturate – dallo sport all’arte, dalla natura alla coltivazione dell’orto -, in spazi ed ambienti “aperti” e pubblici, che favoriscano la socializzazione con la cittadinanza ed il territorio – aggiunge il numero uno della Fondazione -, evitando il rischio di chiusura e marginalizzazione, cui spesso sono soggetti i luoghi delle attività rivolte alle persone disabili». Si partirà coinvolgendo al massimo una decina di persone diversamente abili su Albosaggia con l’intenzione di estendere il progetto a tutta la provincia. Tre sono gli esperti che compongono lo staff che opererà a contatto con i soggetti coinvolti: originario di Sondrio, ma ormai “trapiantato” a Milano Alberto Vedovatti, insieme a Paolo Messina che invece da sei anni opera all’interno della Fondazione da cui è stato assunto nel 2010 e la milanese Elena Enrica Giunta. Pedagogista e counselor sistemico, Vedovatti ha maturato esperienza con diverse categorie sociali – stranieri, disabili, minori -, sia in progetti commissionati sia in qualità di promotore e vincitore di bandi nazionali. Pedagogista, Messina è anche mpiegato all’interno della biblioteca comunale orobica in via Coltra, mentre Giunta, designer e arteterapeuta, lavora come ricercatore e docente a contratto al dipartimento di Design del Politecnico.

da La Provincia di Sondrio del 15-02-2014

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