Segnali sonori e smartphone guida la promessa del quartiere per ciechi

MILANO. Fare del quartiere che si snoda attorno a via Vivaio, dove ha sede l’Istituto dei Ciechi, un distretto urbano avanzato in Europa per persone non vedenti e ipovedenti. È il progetto del Comune, nato da una proposta della commissione Mobilità del Consiglio di zona 1.
L’intenzione, da realizzarsi entro l’inizio di Expo a maggio 2015, è anzitutto quella di risanare le strutture esistenti, come i solchi in terra che indicano gli attraversamenti e i segnali sonori ai semafori. Ma il progetto prevede anche di impiegare moderne tecnologie come l’applicazione per iPhone radioguidata Blind Square, «che crea una realtà aumentata di audio per consentire all’utente di muoversi con maggiore facilità nel circondario e basata sul programma Open Data », come si legge nel prospetto che presenta l’iniziativa. «L’obiettivo, messo a punto assieme alle associazioni delle persone ipovedenti, è arrivare alla piena fruibilità della zona, primo passo verso una città completamente alla portata di chi ha capacità visive ridotte», spiega Stefano d’Onofrio, presidente della commissione Mobilità di Zona 1.
Per quanto riguarda la parte hi-tech del progetto, è partita la ricerca di partner privati, sul modello di quanto fatto a Lucca, dove le antiche mura cittadine dallo scorso novembre sono cablate e le persone ipovedenti possono ottenere decine di informazioni (dal bar più vicino alla presenza di scale) semplicemente spostandosi, grazie a un sistema che prevede un bastone dotato di sensori in grado di comunicare con centraline fisse e con i più diffusi modelli di smartphone. Ma se a Lucca il percorso a misura di persona ipovedente è rettilineo, a Milano la sfida è attrezzare un intero quartiere compreso fra corso Venezia, viale Majno, corso Monforte e via Senato.
Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici, dice: «La rimozione delle barriere che rendono difficile la vita alle persone disabili è fra le nostre priorità e abbiamo di recente stanziato per questo 6,2 milioni di euro, una cifra importante anche se non ancora sufficiente». Abbastanza consistente, comunque, da consentire il restauro di quelle strutture di aiuto ai ciechi che oggi sono degradate o non più funzionanti, nella zona di via Vivaio come in tutta la città. Rodolfo Masto, presidente della sezione milanese dell’Unione italiana dei ciechi, dice: «Quello che più ci piace del progetto del Comune, per come ci è stato spiegato dai consiglieri di Zona 1, è che mira ad accrescere l’autonomia dei ciechi nell’area della città più frequentata in assoluto dai cittadini con disabilità visive, dal momento che lì trovano l’Istituto, in via Vivaio, e la sede dell’Unione, in via Mozart».

di Franco Vanni

da La Repubblica del 16-02-2014

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