“Rivedere il sistema Milano per l’accoglienza ai disabili”

MILANO. Saranno almeno duecentomila i turisti disabili durante Expo. È l’analisi di Ledha, Lega diritti persone con disabilità. Parte dai numeri: dieci milioni di visitatori, di cui il 2 per cento e la stima è ben sotto la soglia del 5 indicata dall’Oms diversamente abili. Duecentomila persone con problemi di mobilità, bisogno di assistenza, richieste particolari. Che il sistema Milano, così come impostato ora, non è in grado di reggere. Le associazioni lo ripetono da un anno. Hanno sollevato più volte la questione Expo e disabilità, sollecitando e aspettando risposte mai arrivate. Ci sperano ancora. Il punto di non ritorno non è stato raggiunto ed Expo potrebbe diventare l’occasione per rilanciare il tema dell’accessibilità. A patto di partire subito. Ledha è capofila di una rete di 16 associazioni e 180 organizzazioni di tutta la regione. «Competenza e know how incredibili, utili a creare una cabina di regia», sottolinea il presidente Franco Bomprezzi. Un coordinamento, quindi, per mettere a sistema informazioni e servizi: reale disponibilità alberghiera (5 stelle e categorie inferiori), collegamenti fra Mm e polo fieristico (le navette saranno accessibili?), interconnessione fra le reti di trasporto (dai binari della Centrale la metropolitana è raggiungibile solo via montacarichi). «I tempi per un piano di eliminazione delle barriere architettoniche non ci sono più prosegue Bomprezzi ma possiamo eseguire piccoli interventi e creare una mappa della città per aiutare i turisti disabili a visitarla e a raggiungere il polo fieristico senza sorprese». Per questo il no profit chiede ai promotori di attivare il coordinamento. Expo potrebbe essere anche l’occasione per incrementare l’inserimento lavorativo dei soggetti più fragili. Lo auspicano le 77 cooperative sociali dell’area milanese, per la prima volta riunite in un albo. «Siamo diventati fornitori dell’ente pubblico», racconta Sabina Bellione, presidente Consorzio Sociale Light, che rappresenta una trentina di cooperative, «ma ancora troppe aziende preferiscono incorrere in sanzioni piuttosto che applicare la normativa sull’assunzione di soggetti svantaggiati. Un impegno di Expo aiuterebbe a vincere le resistenze culturali e ad aprire l’accesso al mercato». Nutrire il pianeta ma anche la città. Milano si è scoperta affamata: negli ultimi due anni è aumentato in modo progressivo il numero delle persone che non riescono, da sole, a procurarsi il cibo. Mense dei poveri, social market, pacchi viveri sono le risposte all’emergenza. «Non abbiamo ancora una richiesta precisa da avanzare», ammette Marcello Cosentino, direttore Siticibo Milano che recupera ogni giorno, per sessanta associazioni, cibo cotto e fresco eccedente dalla ristorazione organizzata, «ma è chiaro che il tema della manifestazione può aumentare la sensibilità e rimettere al centro l’uomo e i suoi bisogni».

di Marta Ghezzi

da Il Corriere della Sera del 17-02-2014

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