Il turismo sociale sfida la crisi

CHAMPORCHER. Nel periodo di crisi si sta rivelando una delle risposte vacanziere low cost più ricercate. Il turismo sociale, abbinato al turismo accessibile per i portatori di handicap, è una realtà in grande fermento. E la Casa alpina di Petit Rosier, a Champorcher, ne è un esempio.

«Per turismo sociale – dice padre Giuseppe (Beppe) Giunti, frate conventuale di Torino, referente della Casa – si intende l’insieme di attività turistiche capaci di rispondere a un diffuso bisogno di relazionalità, e non si tratta solo di turismo rivolto a categorie sociali specifiche di persone in situazione di svantaggio. È uno stile di vita e una scelta di valori da parte degli enti che lo organizzano, anche attraverso la vacanza, nello sviluppo di legami sociali, nel creare occasioni di arricchimento culturale, di promozione e di valorizzazione delle risorse del territorio». La Casa alpina è gestita dalla Cooperativa sociale Company2 con sede a St-Nicolas che, in collaborazione con i servizi sociali della Valle, cerca di reinserire nel mondo del lavoro persone in situazioni di disagio.

«A oggi – continua frate Beppe – sono circa cinquanta le persone provenienti dal disagio psichico, fisico e dal mondo carcerario, che vi hanno trovato inserimento, lavorando come personale in cucina, in sala, per riordinare e pulire le camere, nel bar, animatori del tempo libero e addetti alla manutenzione. Il nostro motto è “Le tue vacanze, saranno il loro stipendio”».

La Casa Alpina si trova nelle immediate vicinanze del parco del Mont Avic, a 1450 metri di quota e dispone di 50 posti letto, suddivisi in 16 camere. La pensione completa varia dai 48 euro nel periodo estivo ai 50 in inverno a ospite con particolari convenzioni per i più piccoli. «Nelle recenti festività – continua il religioso – siamo stati costretti a dirottare verso altre strutture alberghiere del paese una quarantina di clienti, perché eravamo al completo. Il 90 per cento dei nostri clienti è costituito da giovani coppie e da famiglie con bambini piccoli, provenienti dalle regioni limitrofe e anche dall’estero». Nel tempo si è consolidato un ottimo rapporto con il territorio. «Essendo ospiti in una storica struttura della Comunità montana Mont Rose – dice frate Beppe – ci sentiamo responsabili del bene e offriamo anche aiuti alle persone del paese; nel periodo a ridosso del Capodanno abbiamo assunto per alcuni giorni una persona del paese che si è occupata del riassetto e le pulizie delle camere».

Tutta la struttura, dalla reception alle camere e ai bagni, è attrezzata per poter ospitare, in totale sicurezza e autonomia, persone con handicap. Attraverso una seconda cooperativa sociale, la Mens@Corpore, di Courmayeur, la Casa offre ai bambini servizi di avvicinamento e conoscenza della natura, con passeggiate nel parco del Mont Avic. «In particolare – conclude Giunti – la cooperativa rivolge l’attenzione verso chi parte da una posizione di svantaggio, ovvero in particolare bambini, anziani e disabili. Incoraggiando questi ultimi alle pratiche sportive e offrendo occasioni di incontro tra ragazzi, genitori e operatori/volontari».

da La Stampa del 22-02-2014

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