Una via a chi accese luce nel buio

PIACENZA. «Louis Braille sta ai non vedenti come Gutenberg sta a tutto il resto del mondo». Sono le parole di Mario Barbuto, consigliere nazionale dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti, arrivato a Piacenza per prendere parte alla cerimonia di inaugurazione della via intitolata all’inventore del braille, un sistema di lettura e scrittura che ha letteralmente cambiato la vita a ciechi ed ipovedenti. Via Louis Braille si trova nel quartiere Besurica ad un passo dalla parrocchia di San Vittore. «Braille era un grande studioso, ma un uomo semplice che ha saputo inventare un sistema semplicissimo di sei puntini, una cosa geniale, una grande rivoluzione per tutti i non vedenti- ha aggiunto Barbuto- Ringraziamo l’amministrazione comunale per questo bel gesto e chiediamo all’Anci di invitare molti altri comuni a seguire l’esempio di Piacenza».
Via Louis Braille è entrata a far parte dello stradario piacentino il 21 febbraio e quindi in occasione della giornata nazionale del braille. «Credo che questo alfabeto tattile- ha detto il sindaco Paolo Dosi- sia stato e continui ad essere una straordinaria occasione di emancipazione». Ieri mattina, all’inaugurazione, ha fatto capolino anche Stefano Tortini, presidente regionale dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti: «Braille, all’età di soli tre anni, perse la vista, ma come noi ebbe la forza e la voglia di reagire, di accedere al lavoro e alla cultura. L’alfabeto braille, in un certo senso ha ridato la vista a chi non l’aveva più- ha detto- Piacenza si è dimostrata molto sensibile e ha lanciato un forte segnale culturale. La vostra città ha saputo far vivere bene i ciechi ed ha saputo integrarli, ma chiediamo uno sforzo continuo a questa amministrazione perché le criticità sono sempre tante».
Non poteva mancare in questo grande giorno, il presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti, Giovanni Taverna: «Vorrei ricordare tutti i non vedenti anziani che sono cresciuti nell’epoca precedente alla tecnologia e per cui il linguaggio braille è stata l’unica fonte di cultura e formazione che ha permesso loro di avere una vita soddisfacente e di ricoprire una posizione nella società- ha detto- Penso poi a tutte quelle persone che hanno perso la vista in età avanzata per cui il braille e la nostra associazione sono le uniche ancore di salvezza, ciò che li tiene vivi». Taverna ha quindi voluto ringraziare l’amministrazione comunale e chi, prima di lui, ha creduto nell’importanza di intitolare una via a Louis Braille: il vice presidente Giusto Pezzani e l’ex presidentessa Franca Liprandi. La conclusione della cerimonia è stata affidata a don Franco Capelli che ha ricordato l’impegno costante della Diocesi interessata alle problematiche dei cechi e degli ipovedenti. In Italia le strade intitolate a Louis Braille, secondo quanto riferito da Taverna, sono circa quaranta. Un numero esiguo che l’Unione sta cercando di moltiplicare.

di Nicoletta Novara

da Libertà del 22-02-2014

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...