Tutta la verita’ sul presunto Tablet per Ciechi

Premessa.
In questo periodo ha avuto una discreta risonanza mediatica un prodotto che è stato etichettato da chi lo rivende come “tablet per ciechi”.
I più pignoli non si saranno certo fatti sfuggire la contraddizione insita in questa definizione, in quanto per tablet Si intende un apparecchio composto da uno schermo tattile come principale fonte di input. E’ lampante quindi che, essendo il dispositivo in questione sprovvisto di schermo, per ovvie ragioni pratiche, non è possibile classificarlo o etichettarlo come tablet.
Tale definizione conserva esclusivamente la valenza che può derivare da un tipo di pubblicità prettamente commerciale, ma rischia seriamente di trarre in inganno gli utenti, che potrebbero essere convinti di acquistare davvero un tablet, quando invece si ritrovano un ausilio che svolge soltanto alcune funzioni, per altro in maniera limitata.
E se questo ausilio fosse davvero un tablet, mi chiedo perché comprare un tablet il cui scopo, dichiarato tra l’altro dagli stessi venditori, è connettersi con altri tablet.
Lasciando perdere i giochi di parole, poco utili per un utente, l’ausilio in questione svolge molte operazioni, che però non sono novità. Si tratta delle stessissime cose di cui si occupano ausili, prodotti dalla stessa azienda, sin dal 2009. Per cui, niente di nuovo sotto il sole.

Concetti errati e disinformazione.
Una delle situazioni più complesse da gestire quando ci troviamo di fronte a questo tipo di pubblicità è purtroppo la totale mancanza di conoscienza tecnica di chi promuove questo tipo di slogan.
Gli utenti meno smaliziati potrebbero confondersi ed essere portati a credere quindi che per chi non vede non vi sia altra possibilità, come avveniva circa un decennio addietro, se non quella di avvalersi soltanto degli ausili dedicati, quelli prodotti quindi per quel target, nonostante i prezzi risultino spesso sconcertanti, ma su questo mi sento di non colpevolizzare le aziende italiane, poiché nella maggior parte delle occasioni, operano come rivenditori, non come costruttori di hardware.

Avrei davvero piacere che i media e chi opera nel mondo dell’informazione facesse presente che un non vedente è in grado di utilizzare i tablet e gli smartphone usati dalle persone normodotate, non a caso iphone e, in misura minore, ipad, stanno spopolando nel nostro ambiente, perché uguaglianza significa poter confrontarsi con dispositivi usati dalla massa, senza chiudersi a riccio nel mondo creato ad hoc per chi non vede.

Molte aziende infatti stanno disperatamente portando avanti la teoria secondo cui il touch screen è nemico della disabilità, per un motivo molto semplice: è l’unico modo rimasto per continuare a vendere ausili, che hanno un costo decisamente proibitivo e che stanno subendo una drastica diminuzione e diffusione, a causa di un concetto chiamato accessibilità globale, inventato da Apple e seguita a ruota dalle altre aziende che producono dispositivi di questo genere.

Considerazioni utili prima di acquistare.
dopo questa lunga introduzione, è giusto proseguire con qualche considerazione che sia davvero utile a chi si accinge ad acquistare un ausilio dedicato esclusivamente a chi non vede.
Prima di tutto, sgombriamo il campo da possibili equivoci: le righe braille sono utili. Questo l’ho sempre detto e continuo a pensare che in alcuni ambiti, il braille rimane insostituibile.
Non possiamo certo ad esempio affermare che un bambino di seconda/terza elementare possa svolgere tutte le operazioni scolastiche soltanto con un iphone, o anche con un Ipad. Mi preme sottolinearlo perché non voglio che si pensi che il sottoscritto d’un tratto sia contro gli ausili dedicati ai ciechi, che per altro tuttora utilizzo.
Se però il braille è necessario in alcuni ambiti, risulta superfluo o addirittura d’impaccio in altri.
Ecco che, quindi, quando si vuole vendere una barra braille, non esiste nulla di più sbagliato che farla passare come strumento necessario per usare un tablet, un vero tablet, o smartphone.
Affermare questo significa non capire nulla di tecnologia, e vale sia per chi ha l’idea, sia per tutte quelle persone, fortunatamente poche, che promuovono questo tipo di pensiero.

Esiste soltanto un limite, un vero limite, nell’uso dei touch screen, e questo limite è costituito dalla scrittura.
A questo proposito, esistono delle alternative, alcune gratuite, altre a pagamento ma con prezzi attorno ai 100 euro talvolta meno, che risolvono il problema alla radice, senza dover scomodare Asl, il signor Louis Braille che probabilmente si starà chiedendo cosa avrà mai fatto di male per veder tirato in ballo il proprio nome a vanvera, o concetti completamente fuori dal momento storico che viviamo.
Mi riferisco ad alcune app che, ad esempio, permettono di utilizzare l’Iphone come una dattilobraille, semplicemente girando il dispositivo. Per gli utenti più intraprendenti, si tratta di una soluzione fantastica perché consente di non dover utilizzare alcun ausilio aggiuntivo per scrivere in maniera rapida e precisa.
Esempi di questo tipo di App possono essere Brailletext o MBraille, la prima completamente gratuita, la seconda a pagamento. Personalmente utilizzo con grande soddisfazione la prima.

Altra soluzione molto economica è costituita dalle tastiere bluetooth. Con 80 euro si acquistano tastiere di tutto rispetto, capaci di offrire compattezza e allo stesso tempo ottime prestazioni. Quella che posseggo io, la Logitech K810, mi permette addirittura di passare da Iphone a pc semplicemente tramite la pressione di un tasto, il che quindi mi consente di non dover mai spostare le mani, riuscendo a gestire fino a tre dispositivi con una sola tastiera. Si trova a meno di 100 euro, e scusate se è poco.

Per chi invece desidera avvalersi di una tastiera Dattilobraille compatibile con tutti i dispositivi fissi e mobili in commercio dotati di Bluetooth, può prendere in considerazione la bBreak, prodotta dall’Istituto Cavazza.
Il prezzo si attesta sempre attorno ai 100 euro, e per qualche utente che non si sente a suo agio con una tastiera standard e non ha una grandissima manualità, può venir utile anche questo dispositivo.

Non dimentichiamo infine che con un Iphone si può sempre utilizzare la dettatura, strumento su cui si è dibattuto parecchio nei forum, personalmente non la adotterei come soluzione definitiva, in quanto ad esempio in situazioni lavorative non conviene far sapere al mondo intero gli affari nostri, ma poi ognuno si comporta di conseguenza.

Conclusioni.
Quelle illustrate di seguito sono le alternative di cui io sono a conoscienza e che chiunque con un minimo di amor proprio dovrebbe consigliare ad un utente prima di spingersi ad acquistare un display braille.
Il Display Braille legato ad un Iphone o ad un tablet è utile spesso in circostanze relativamente rare, ad esempio lettura di testi molto importanti dove è necessario controllarne la punteggiatura, oppure nell’apprendimento delle lingue straniere, dove risulta fondamentale conoscere come sono scritte le varie parole. Benché la sintesi vocale sia in grado di effettuare lo spelling e di parlare anche la lingua in questione, francamente una barra braille risulta più comoda per questo tipo di operazioni.
Ma, e lo ripeto per l’ennesima volta, mai, mai, e ancora mai, farsi convincere che per utilizzare un Iphone o un tablet sia necessario un Display Braille. Chi vi racconta questa favola lo fa soltanto per uno scopo: vendere. Acquistate una barra braille soltanto se ne siete sicuri, se quindi siete assolutamente consci di quello che state facendo. Centinaia di migliaia di ciechi nel mondo usano Iphone senza alcun ausilio aggiuntivo. E lo fanno, badate bene, da anni.
Non date peso quindi a chi, da pochi mesi, spaventato dal nuovo che avanza, e non riuscendo a comprenderne le potenzialità e le eventuali mosse di mercato che potrebbero essere intraprese sempre per i disabili visivi, cerca di portar l’acqua al proprio mulino solo per interessi pecuniari, rimanendo legato a concetti ormai superati.
Abbiate un minimo di dignità e… usate il cervello.

di Simone Dal Maso.

Spazio Ausili del 24-02-2014

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